martedì 10 febbraio 2015

BENVENUTI A CISTERNA DI LATINA: CAMPIONE DENTRO E FUORI DAL QUADRATO.





Un grande campione dentro e fuori dal quadrato. Lo ha dimostrato ancora una volta oggi il campione del mondo Nino Benvenuti che, nonostante le tante emozioni provate e fatte provare lungo la sua lunga carriera, quest’oggi in alcuni istanti ha lasciato trasparire momenti di sincera commozione nel ricordare la sua esperienza di istriano. Il Comune di Cisterna di Latina, in occasione della Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime nelle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, ha promosso l’incontro del campione Nino Benvenuti e del giornalista Mauro Grimaldi con gli studenti del triennio del Polo dei Licei Ramadù. Ha coordinato l’incontro la preside dell’istituto, Anna Totaro, ed erano presenti Marco Barone e Francesca Ianiri in rappresentanza dell’Amministrazione comunale. Benvenuti e Grimaldi hanno illustrato il contenuto del loro ultimo libro, intitolato “L’Isola che non c’è”, in cui raccontano l’esperienza d’esule dall’Istria del campione di boxe al fine di restituire alla storia un capitolo rimasto taciuto fino alla caduta del muro di Berlino e tuttora poco noto. Benvenuti, nato ad Isola d'Istria, località marina allora territorio italiano oggi in Slovenia, ha ricordato, quando la Ozna, la polizia segreta jugoslava al servizio del dittatore Tito, arrestò - solo per essere un italiano - suo fratello liberandolo sette mesi dopo. E di quando la sua famiglia fu costretta ad abbandonare la propria casa e trovare rifugio a Trieste mentre lui rimase per accudire i nonni: Una serena vita di pescatori sconvolta dalla persecuzione contro gli italiani e che ha contato migliaia di vittime uccise e sepolte nelle foibe, e tante altre strappate dai ricordi, dagli affetti, dalle proprie radici. In quegli stessi anni Benvenuti decise di portare avanti la sua passione, il pugilato, passando dai pugni al sacco di grano appeso in camera a quello della vicina palestra. Con grande impegno e determinazione perfezionò il suo talento collezionando vittorie fino alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960 e al titolo di miglior pugile olimpionico superando il celebre Cassius Clay. Seguirono altre numerose e importanti vittorie che lo resero e lo rendono ancora oggi celebre in tutto il mondo. E’ stato attore cinematografico, giornalista e cronista televisivo, ma soprattutto grande è stato, sceso dal quadrato, il suo impegno nell’ambito dello sport e del sociale: ha sostenuto moralmente ed economicamente fino alla sua morte, avvenuta nel luglio 2013, il suo ex rivale Emile Griffith affetto dal morbo di Alzheimer, e numerose altre cause. Da alcuni mesi incontra gli studenti italiani per far conoscere, con il racconto della sua vicenda personale, la questione giuliano-dalmata e la persecuzione degli italiani d’Istria. «Non riesco a dimenticare quegli sguardi persi nel vuoto – ha detto Benvenuti –, quella disperazione sui volti della gente, quelle poche cose trascinate via. I miei occhi di bambino non hanno ancora dimenticato, mentre il vaporetto mi portava via, restai a guardare Isola fin, quando non scomparve dai miei occhi. Lasciai dietro di me la sofferenza di tanta gente, senza poter fare niente, i morti, le umiliazioni, la fame, la paura, la povertà. Per me il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Sapete, anche se sono riuscito a rifarmi una vita, non mi sono mai scrollato di dosso queste immagini. Credo sia possibile, come accaduto a me, abituarsi a convivere con questi ricordi, fingere di dimenticarli, ma poi riaffiorano, come fantasmi e ti rendi conto che non si possono cancellare le ferite che hai dentro».
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