sabato 4 gennaio 2014

INTIMIDAZIONE AL FAST FOOD DI PIAZZA SAVOIA CISTERNA DI LATINA.



All’alba dell’ultimo giorno del 2013 la pizzeria-kebab “Bella Instanbul”, a Cisterna di Latina, in Piazza Amedeo di Savoia, è stata data alle fiamme da ignoti, forse gli stessi che solo dieci giorni prima avevano fatto irruzione nel locale, devastandolo ed intimando ai gestori curdi di chiudere l’attività. Un gesto che qualcuno ha definito razzista ma che comunque ha suscitato lo sdegno unanime delle forze politiche e sociali della città: “Un atto che non deve rimanere impunito – ha commentato Nadia Biscossi, presidente dell’associazione ‘Il Ponte’, presidio locale di ‘Libera’ – il razzismo e la violenza gratuita sono fenomeni che serpeggiano ovunque nella nostra società, non possiamo nascondercelo. Eppure, gli atti d’intimidazione avvenuti a Cisterna potrebbero essere opera di una piccola o grande criminalità organizzata contro cui si devono scagliare non solo le forze dell’ordine e le istituzioni ma anche i comuni cittadini. La cultura della Legalità si costruisce ogni giorno con azioni semplici ma concrete. Per questo, come presidio di Libera, stiamo organizzando per il prossimo 16 gennaio un incontro sul tema della criminalità nell’area nord della provincia.  Razzista o non, questo è un atto criminale che va condannato e perseguito con forza – dice il sindaco Antonello Merolla. Sono in stretto contatto con le forze dell’ordine e con esse stiamo valutando iniziative per alzare il livello di sicurezza in città. In questo senso va anche la proposta d’armamento della Polizia Locale per consentire pattugliamenti serali. Per quanto riguarda Piazza Amedeo di Savoia, ho chiesto urgenti interventi per il potenziamento dell’illuminazione oltre che iniziative che coinvolgano i gestori degli esercizi presenti in quell’area”. Martedì si terrà la Conferenza dei Capigruppo consiliare per prendere decisioni unanimi. Cisterna non è una città razzista – sostiene l’assessore ai servizi sociali Alberto Filippi –. Lo dimostra accogliendo numerose etnie e attraverso i tanti progetti e servizi attuati ed in corso d’attuazione da questa come dalle precedenti amministrazioni comunali. Ricordo i corsi per le donne immigrate affinché s’inseriscano senza disagio in una cultura dove la donna riveste un ruolo diverso da quello al quale erano abituate, lo sportello d’aiuto per le pratiche amministrative e sanitarie, il doposcuola per gli studenti delle medie e superiori, i corsi di conoscenza della lingua italiana, le tante attività di supporto nelle scuole, i progetti d’apprendimento ed integrazione lavorativa, le collaborazioni e patrocini con enti ed associazioni del territorio che operano per l’integrazione culturale realizzando una rete sinergica come poche altre realtà locali possono vantare”.
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