domenica 24 novembre 2013

Un problema del reparto Oncologia del Porfiri dell'ospedale "Goretti" di Latina.




Dai dati diffusi dal XVII Incontro Oncologico Pontino del maggio 2011, si evinceva che ogni anno sono in media 2.400 le nuove diagnosi di tumore in provincia di Latina, 1.300 i decessi oncologici, ben 10.000 i cittadini pontini con una pregressa storia neoplasica. La situazione era ipotizzata in aumento negli anni a venire e non abbiamo dubbi a crederlo, visto il pessimo stato di salute ambientale in cui versa il territorio della nostra provincia ed in particolare quello del comune capoluogo e visti anche i recenti dati delle analisi dei pozzi spia limitrofi alla purtroppo famosa discarica di Borgo Montello. È di poche settimane fa la notizia di un intero nuovo reparto Ematologia del Padiglione Porfiri che rimaneva chiuso per mancanza di due infermieri. Il reparto è stato aperto il 19 corrente mese, i pazienti sono stati trasferiti, anche se gli infermieri promessi non sono ancora arrivati; si conta sull’ulteriore grande sforzo, invece, di quelli già in organico e poi si viene a scoprire che le stanze che erano del vecchio reparto d’Ematologia, anziché essere destinate (una volta libere) ai malati oncologici per ampliare la possibilità d’accoglienza e migliorare lo stato generale del reparto d’Oncologia, saranno destinate ad uffici. Ricordiamo che i due reparti Ematologia ed Oncologia furono accorpati sullo stesso piano dell’edificio Porfiri per far fronte ad una riduzione d’organico. Ora, nessuno griderebbe allo scandalo se la Direzione Generale accordasse “per le vie brevi” (come recita la disposizione del 30 10 2011) il parere favorevole alla rimodulazione temporanea dell’area degenza UOC Ematologia e quindi alla trasformazione, in uffici, delle stanze di degenza ed avessimo in Oncologia dei pazienti ricoverati in stanze decorose, munite dei confort di base. Qui siamo di fronte ad una situazione lontana dalla decenza: i malati oncologici, che dovrebbero avere il diritto di essere accolti in ambienti rassicuranti e piacevoli, non hanno neanche la possibilità di fare la loro quotidiana igiene personale, poiché non esistono bagni adeguati o docce, gli stessi servizi igienici sono in condivisione tra più stanze e a definirli fatiscenti, si pecca di leggerezza. Anni fa l’eccellenza di piccole associazioni di volontariato si adoperò perché il reparto d’Oncologia avesse dei bagni funzionanti ed una sala con vasca da bagno che è diventata magazzino per le scope e la sala con vasca, una discarica al servizio di qualche fumatore. Che dire poi dell’inutile sofferenza che sopportano in estate in una saletta torrida senza spazio ed aria fresca, al pianterreno, i malati nell’attesa di chemioterapia? Non sarebbe più idoneo, nell’attesa che in questa provincia riparta un efficiente progetto di controllo totale, libero da interessi politici ed economici, destinare gli spazi ex Ematologia alle necessità del Servizio Oncologia anziché pensare agli uffici? Chiediamo con forza che si dia al cittadino un segnale di corretto equilibrio tra le esigenze di tutti i pazienti e la qualità dell’offerta dei servizi in ambito sanitario. Chiediamo che siano colpiti i veri sprechi e le inefficienze presenti nel sistema, chiediamo che il Governatore della Regione Lazio s’interessi di questo caso in particolare mettendo a disposizione i fondi necessari per l’adeguamento di nuove stanze degenza e decida in seguito di porre fine allo stolto declassamento del Presidio Ospedaliero nord. Chiediamo che il malato ed i suoi familiari siano sempre al centro delle scelte da domani. Di fronte ad un malato oncologico poi, abbiamo tutti grandi responsabilità.
Cristina Rossi
VALORE COMUNE
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