giovedì 29 agosto 2013

CORI: FESTIVAL DELLA CIVILTÀ CONTADINA, 30/8/13.




Inizia il festival della civiltà contadina di Cori, a Giulianello. Venerdì 30 agosto, alle ore 21.00, a Piazza Umberto I, apertura del “Pè ì ndò - Festival di musica, radici e sentimenti impopolari” col primo dei tre appuntamenti musicali in programma nel fine settimana: Special guest lo “chansonnier” italo-francese Sandro Joyeux, il nuovo menestrello della world music. Direttamente da non si sa dove, nell’antico Castrum Juliano, il poliedrico artista giramondo scalderà il pubblico con le sue vorticose musiche afro-folk-reggae, frutto di esperienze disparate e incontri con maestri e musicisti che ne hanno arricchito lo stile. Sandrò, dopo aver viaggiato per mezzo milione di chilometri in 16 anni, con la chitarra sulle spalle e spesso in autostop, ha costruito un ponte tra la tradizione cantautorale francese e i ritmi del mondo. Le sue esibizioni sono come camminare nella sabbia del deserto o sulle strade polverose del west Africa, attraversare le “banlieue” parigine o i ghetti giamaicani. Le canzoni lanciano messaggi importanti ed attuali: Parlano di città lontane, raccontano storie di villaggi di bambini soldato, di fiumi e di foreste in pericolo, un mondo che migra e si trasforma, una multiculturalità che lo porta a cantare anche in vari dialetti africani; lo affiancheranno sul palco Antonio Ragosta (chitarra), Sergio Dileo (basso, krakebs), Bifalo Kouyate (percussioni, voce, n’gonì, jeli n’gonì), Giovanni “Mamadì” Maione (percussioni). Aprirà il concerto, Claudio Domestico, voce, chitarra e anima degli Gnut, gruppo napoletano tre le realtà più interessanti dell’attuale panorama cantautoriale italiano. Incarna una ricerca musicale radicata nel folk rock e basata su strumenti acustici, che sfocia in un folk jazz caldo, attraverso un blues vocale e melodico e una verve compositiva un pò folle che lascia “rotolare” la musica per mettere in pratica le sperimentazioni. Le canzoni, scritte di getto, in pochi minuti, quasi inconsciamente, si delineano strada facendo, lasciando emergere lentamente immagini ed emozioni, anch’esse capaci di trasportare la platea in un viaggio surreale tra la Penisola e l’Oltralpe. 
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