mercoledì 31 luglio 2013

Festa Madonna della Mercede a San Felice Circeo, 4/8/13.




Domenica 4 agosto torna la festa in onore della Madonna della Mercede, una delle ricorrenze religiose più spettacolari che si svolgono a San Felice Circeo. Ad ospitare le celebrazioni, come ogni anno, sarà l’Hotel Ristorante Villaggio della Mercede, la struttura polivalente in Viale Regina Elena costruita negli anni ’50 per intuizione di Padre Ovidio Serafini, religioso dell’Ordine dei Padri Mercedari. Il programma religioso prevede alle ore 9.00 la celebrazione della Santa Messa nella chiesetta del complesso alberghiero, alle ore 18.30 la recita del Santo Rosario. Il momento più atteso e sicuramente più emozionante è previsto alle ore 19.00 quando, dopo la celebrazione, la Santa Messa Solenne e la benedizione della corona d’alloro, si terrà la processione a mare e il lancio nell’acqua della corona a ricordo dei caduti del mare. Alle ore 21.30 prenderà il via lo spettacolo vero e proprio all’interno dell’Hotel Villaggio della Mercede in Via Regina Elena con l’intrattenimento musicale con il Club Mario Ligabue Tribute. Durante la serata panini con porchetta e salsicce e birra per tutti. Alle ore 24.00 chiusura in grande con lo spettacolo pirotecnico di fuochi d’artificio dell’Antica Pirotecnica Cancelli di Sora. L’evento ha patrocinio del Comune di San Felice Circeo. Ricordiamo che l’Hotel Villaggio della Mercede si trova in Viale Regina Elena 76 nella splendida cornice di San Felice Circeo. E’ un moderno complesso alberghiero completamente rinnovato. La struttura ha una capacità di 130 posti letto distribuiti in 50 camere spaziose e luminose. L'albergo è immerso in un ampio parco giardino, dove è possibile usufruire anche di campo di calcio in erba con illuminazione. La struttura mette a disposizione dei suoi clienti una splendida spiaggia dotata di tutti i comfort. L'Hotel Villaggio della Mercede è la destinazione ideale per un soggiorno rilassante e piacevole per nuclei familiari, gruppi turistici e riunioni di lavoro. www.villaggiomercede.it
Un po’ di storia:
Il Villaggio della Mercede nasce nel 1950, per intuizione di P. Ovidio Serafini, religioso dell’Ordine dei Padri Mercedari, che vide in lui la possibilità di concretizzazione in un’opera sociale il carisma del fondatore dell’Ordine San Pietro Nolasco. L’Ordine della Mercede nasce in Spagna nel 1218, per opera di Pietro Nolasco, un giovane mercante che si appassionò al problema dei cristiani oppressi nei campi di schiavitù dei Musulmani. Decise con alcuni suoi amici di iniziare un’opera di liberazione e, da buon mercante, si diede da fare per ricompensare gli schiavi che gli sembravano più deboli ed in pericolo di perdere la fede cristiana. Investì tutti i suoi beni nella redenzione degli schiavi e decise di dedicare tutta la sua vita a quest’opera fondando un Ordine religioso il 10 agosto 1218. Il compito dei religiosi Mercedari era di raccogliere soldi e andare a ricomprare gli schiavi. La raccolta di un anno intero era affidata a 2 o 3 religiosi, che diventavano i Redentori, gli incaricati in prima persona della redenzione. Tutti i religiosi Mercedari, oggi come allora, fanno un Quarto Voto che li impegna a dare la vita per chi è in pericolo di perdere la fede. Ciò nei primi tempi dell’Ordine accadeva spesso e, quando mancavano i fondi il frate si sostituiva allo schiavo, rimanendo al suo posto in prigionia, perché questo era l’unico modo per poterlo liberare. Tutto ciò avvenne, secondo la tradizione dell’Ordine, per ispirazione della Madonna della Mercede, considerata dai religiosi Mercedari la Fondatrice e che presso il Villaggio della Mercede è solennemente festeggiata ogni prima domenica d’agosto. L’origine del Villaggio della Mercede s’innesta in questa tradizione di circa 800 anni di storia. P. Ovidio Serafini diede vita a quest’opera cominciando ad accogliere i figli dei detenuti. L’opera si sviluppò, dando ai ragazzi l’opportunità di imparare un mestiere attraverso le scuole professionali, di cui i capannoni, che ancora si vedono al Villaggio, sono una testimonianza. L’opera iniziata da P. Ovidio Serafini, fu continuata con entusiasmo dai religiosi che si susseguirono al Villaggio della Mercede, fino agli inizi degli anni ’80. Avendo lo Stato riassorbito le sue funzioni di sostegno ai ragazzi in difficoltà attraverso l’avvento e lo sviluppo dei servizi sociali, gradatamente venne a mancare la materia prima dell’opera di P. Ovidio Serafini: i ragazzi. Iniziò così un lento processo di riconversione del Villaggio della Mercede che, partendo da sporadiche esperienze d’accoglienza, ha sviluppato questa prospettiva, mantenendo sempre il contatto con la realtà sociale del territorio come punto di riferimento e animazione per i momenti d’aggregazione, cercando di offrire un tipo d’accoglienza che fosse ricca di valori umani dell’incontro, della fraternità e della gioia di stare insieme. Il Villaggio della Mercede attuale, pur nell’accresciuta professionalità del servizio offerto, mantiene questa caratteristica dell’accoglienza che gli ospiti sperimentano al primo impatto. Essa scaturisce dal posto, che già in se stesso trasmette un senso di pace e tranquillità e dall’impegno costante del personale che si prodiga per far sentire il “cliente” un ospite gradito. L’attività del Villaggio della Mercede si collega in modo molto diretto con l’azione dei Padri Mercedari che, in continuità con il carisma dell’Ordine, oggi lavorano in molte carceri d’Italia dando vita ad alcune opere per il reinserimento dei dimessi dal carcere nella società, soprattutto attraverso l’esperienza del lavoro. I mercedari per diffondere il messaggio di liberazione della Madonna della Mercede, hanno anche fondato nel 1992 una Missione nel sud dell’India, nel Kerala. Essa si mantiene con le generose offerte dei benefattori e costituisce un aiuto per la situazione di grande povertà in cui vive la gente del posto. Con l’attività d’accoglienza del Villaggio della Mercede, i Padri Mercedari sperano di trovare i fondi da destinare, com’è nella tradizione dell’Ordine, alla liberazione e all’aiuto dei meno fortunati, per mantenere e sviluppare con l’aiuto ai poveri la Missione in India.
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