martedì 30 luglio 2013

Bollette dell’acqua: No alla remunerazione del capitale investito.

Il Tar Lazio, Prima Sezione staccata di Latina, ha accolto sul punto le eccezioni sollevate dal Comune di Aprilia che aveva proposto ricorso nei confronti delle deliberazioni adottate dalla Conferenza dei Sindaci nelle sedute dell’11 novembre 2011 e del 28 giugno 2012. Dette deliberazioni, stando alle eccezioni sollevate dal Comune di Aprilia, poi confermate dalla giustizia amministrativa, hanno eluso l’esito del Referendum del 2011 con il quale l’elettorato italiano ha abrogato la possibilità del gestore di ricaricare sulla bolletta idrica la remunerazione del capitale investito. La sentenza, dunque, ha ritenuto fondato il ricorso del Comune e giudicati illegittimi e da annullare gli atti impugnati nella parte in cui è stata prevista tra le componenti della tariffa del servizio idrico «una voce attinente alla remunerazione del capitale investito». Il Sindaco di Aprilia s'è detto soddisfatto per il pronunciamento della giustizia amministrativa che se in via preliminare ha riconosciuto l’interesse e la legittimazione ad agire del Comune, in quanto soggetto direttamente leso nella sua veste di ente esponenziale della collettività locale, nel merito ha poi accolto il ricorso sul punto attinente alla remunerazione del capitale investivo, viceversa ancora inclusa in bolletta. Altro aspetto fondamentale, rivendicato dall’amministrazione comunale e riconosciuto dal giudice amministrativo, è il potere dei Comuni di dissentire alle deliberazioni della Conferenza dei Sindaci, giacché «in tale ipotesi il dissenso si esprime, oltre che in sede di votazione delle deliberazioni, attraverso il potere di impugnativa delle stesse da parte dell’ente locale (dissenziente e rimasto in minoranza)». «Questa sentenza – ha commentato il sindaco Antonio Terra – conferma le nostre convinzioni sul ruolo sovrano del Consiglio Comunale in merito alle decisioni sul servizio idrico e, dunque, la legittimità di opporsi a scelte non condivise e vessatorie per i cittadini. Ma a ben vedere la sentenza ha anche un significato politico importante, se si considera che le deliberazioni, come le ultime annullate che prevedevano di spalmare sulle bollette dei cittadini il costo del capitale investito in spregio alla volontà popolare, in Conferenza vengono approvate indistintamente da Sindaci di centrodestra e centrosinistra, concordi solo per logiche di filiera politica».
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