martedì 11 giugno 2013

USI CIVICI: DOTTRINA E GIURISPRUDENZA DALLA PARTE DELL’ASBUC E DEL COMUNE DI CORI.



Esprime tutta la sua soddisfazione, il presidente dell’ASBUC Luca Del Ferraro a seguito dell’ordinanza del TAR del Lazio di Latina che ha annullato la delibera con la quale la Regione Lazio aveva incaricato un Commissario ad acta per invalidare il regolamento comunale in materia d’usi civici – “Finalmente la verità sui diritti d’uso civico di Giulianello comincia a farsi strada anche per via legale, confermando le buone intenzioni, nostre e degli attuali amministratori comunali di Cori, nel gestire le relative liquidazioni nel solo ed esclusivo interesse della comunità”. Giovedì scorso il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso del Comune di Cori contro la deliberazione della Giunta Regionale (15 febbraio 2013, n. 47) recante la nomina del Commissario ad acta con l’incarico di annullare la deliberazione del Consiglio Comunale di Cori (25 settembre 2008, n. 33) contenente le modifiche al precedente regolamento sugli usi civici, per adottarne uno nuovo conforme alla L.R. n. 1/86 e alla L.R. n. 6/05.     Una pronuncia, quella giurisprudenziale, ancor più indicativa perché il TAR, oltre a sospendere la delibera e ad annullare l’incarico regionale del Commissario ad acta, è entrato nel merito del criterio di liquidazione adottato dal Comune di Cori ed applicato dall’ASBUC, ritenendolo giusto e legittimo, in quanto conforme alla sentenza della Corte Costituzionale (19 marzo 1996, n. 83) sull’esatta interpretazione degli artt. 5, 6 e 7 della l. 1766/1927, alla quale l’Amministrazione Conti si è uniformata nella stesura del suo regolamento poi approvato in Consiglio. “Una linea interpretativa – rileva Del Ferraro – che ha ricevuto anche in dottrina l’autorevole avallo del prof. Vincenzo Cerulli Irelli, ordinario di diritto amministrativo all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, da noi interpellato per un parere sulla questione”. Secondo Lui, infatti, se i diritti d’uso civico non fossero liquidati secondo il valore attuale di mercato, si finirebbe per favorire arbitrariamente ed ingiustificatamente gli interessi dei privati proprietari di terreni edificati e/o edificabili a danno di quelli della collettività, titolare dei diritti d’uso civico.  “In questo momento storico per Giulianello – termina il vertice ASBUC – non si può non ricordare l’artefice di questa vittoria, l’avv. Raffaele Marchetti, che ha dedicato gran parte della sua vita alla battaglia per la tutela dei diritti d’uso civico del suo paese e della sua gente. La decisione del TAR rende onore anche al suo totale impegno per questa causa”. 
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