sabato 9 marzo 2013

Latina: Ecco le …Memorie Clandestine, 16/3/13.



Ci fu un tempo in cui l'umanità si smarrì completamente, perdendo anima e ragione. Ogni uomo e ogni donna in quanto membro del genere umano deve sentirsene coinvolto, perché è un abominio che riguarda ognuno di noi, oggi e sempre, in ogni giorno della nostro vita, dobbiamo ricordare e  portare il peso di quanto accaduto affinché non torni mai più a verificarsi. L'idea iniziale di dedicare all'Olocausto e alla storia degli Internati Militari Italiani uno spazio di riflessione all'interno del percorso dedicato agli eventi della Seconda Guerra Mondiale si è trasformata a Piana delle Orme, il parco storico tematico di Latina, località Borgo Faiti nella realizzazione di una installazione ambientale dedicata a tutte le vittime delle deportazioni  naziste nei vari campi di smistamento, concentramento e sterminio. Ebrei, deportati politici, religiosi, disabili e militari sono stati i protagonisti della barbarie più atroce che l'essere umano  abbia mai potuto compiere. “In tutti i racconti dei testimoni, nelle loro memorie, l'arresto e il viaggio nei vagoni piombati hanno rappresentato la prima tappa nel percorso di sradicamento dal mondo della vita, da quello degli affetti e da quello della propria individualità di una tragica liturgia che sarebbe proseguita nei lager con la spoliazione, la rasatura, l'immatricolazione e l'assegnazione ai block. Un viaggio – spiega la direttrice del Museo Alda Dalzini - che durava molti giorni, con a disposizione solo lo spazio occupato dal proprio corpo, schiacciato tra altri corpi, senza cibo, né acqua, senza servizi igienici, spesso in compagnia di chi, nel frattempo, moriva di stenti. Alla partenza le porte dei vagoni si chiudevano su donne, uomini, bambini e anziani, ognuno con un volto e una storia e speranze proprie. Al loro arrivo quelle stesse porte si sarebbero aperte su uno spicchio di umanità che non sarebbe mai più stata la stessa. I treni e le ferrovie furono uno dei principali strumenti utilizzati dai nazisti per organizzare il “sistema concentrazionario”, un sistema di morte e sfruttamento. Nel dar vita al progetto si è, pertanto, voluto focalizzare l'attenzione sull'inizio di un viaggio che consegnò milioni di persone all'inferno”. Come nel resto del museo, la ricostruzione prende vita dai mezzi e dai materiali che sono parte del patrimonio di Piana delle Orme. In questo caso si tratta di una locomotiva a vapore mod. 640 dei primi del '900, restaurata dopo due anni di lavoro, e di  sei carri ferroviari mod.F, destinati al trasporto bestiame, tre dei quali appositamente forniti da Trenitalia. Nella scenografia sono inoltre collocati un autocarro Lancia 3RO e materiali d'epoca delle FF.SS. La nuova struttura espositiva, di complessivi 1.500 mq, si articola in tre zone principali: la sala didattica; la stazione; l'ingresso al lager. La nuova struttura sarà ufficialmente inaugurata sabato 16 marzo nel corso di quello che si preannuncia come un vero e proprio evento. S’inizierà alle ore 11, con gli interventi delle autorità e le testimonianze dirette di sopravvissuti a quegli orrori. Si proseguirà nel pomeriggio, alle ore 17.00, con la messa in scena dello spettacolo “Non muoio neanche se mi ammazzano“ liberamente tratto da Diario Clandestino”, scritto da Guareschi  durante la sua prigionia nei campi di concentramento Tedeschi e Polacchi tra il ’43 e il ’45. Lo spettacolo per la Regia di Roberto Scarpa e Luca Biagiotti dell’associazione A-Tensione, partner di Piana delle Orme per questo ambizioso progetto, sarà replicato lunedì 18, alle ore 9,30 e alle ore 11.00 per le scuole.

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