mercoledì 6 febbraio 2013

CORI: REPORT CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ASBUC.



Il Consiglio d’Amministrazione Asbuc ha nominato ieri (5/2/13) due commissioni "pro tempore", di tre membri ciascuna, due di maggioranza e uno d’opposizione, che entro il mese d'aprile dovranno formulare due proposte da sottoporre all’approvazione dell’assemblea. La prima dovrà redigere una bozza di statuto definitivo dell’Ente che andrà a sostituire quello provvisorio in questo momento in vigore. L’obiettivo è quello di modificarne alcuni articoli in modo tale da ampliare la platea elettorale attiva e passiva, ma anche di garantire maggiore stabilità ed efficacia dell’azione dell’organo, potenziandone il funzionamento e la struttura. La seconda invece dovrà suggerire il logo che l’Ente adotterà come suo stemma ufficiale. L’indirizzo in questo caso è quello di affidarne la realizzazione ad un artista locale che prende spunto dai lavori degli alunni della scuola elementare di Giulianello, tuttora esposti presso la Delegazione comunale, operando una sintesi delle idee da loro rappresentate. Come richiesto dall’opposizione, la maggioranza ha relazionato sui dati relativi alle liquidazioni dei diritti d’uso civico incassati dal Comune di Cori nei precedenti anni e dovuti all’ASBUC dal momento della sua istituzione e sull’attività svolta in questi primi due mesi d’Amministrazione Separata dei Diritti d’Uso Civico. Essendo ancora in fase d’elaborazione il programma annuale dell’Ente, l’approvazione del bilancio di previsione 2013 è stata posticipata, dato che la legge prevede la proroga fino al 30 giugno. Per lo stesso motivo non è stato neppure nominato il revisore dei conti. A tal proposito l’intento è quello di selezionare un tecnico del luogo, di comprovata competenza e professionalità, che allo stesso tempo sposi la filosofia Asbuc che è quella di gravare il meno possibile sulle sue casse, soprattutto per il primo triennio d’attività, finché il nuovo organo non comincerà ad operare a pieno regime. Chiusa la seduta, il Presidente Luca Del Ferraro ha ripetuto ai presenti che l’esatta interpretazione del criterio di liquidazione degli usi civici è ancora la vaglio del Commissario degli Usi Civici che dovrà pronunciarsi nel merito. È intenzione della maggioranza adeguarsi a quella che sarà la sentenza definitiva. Nel frattempo però non saranno ammesse domande di liquidazione basate sul criterio oggetto del contenzioso giudiziario, né tanto meno saranno accolte pretese minoritarie d’adeguamento della maggioranza del Consiglio a quella che è la loro esclusiva interpretazione della legge, che finirebbe per arrecare danno all’intera comunità in favore di pochi. L’auspicio del Presidente è che in questa fase di transizione, fino al pronunciamento definitivo del giudice, ci si astenga dall’esercitare pressioni per richieste di liquidazione palesemente inaccettabili. 
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