giovedì 17 gennaio 2013

Norma. La festa di Sant’Antonio. Domenica 20 gennaio.



Ripristino del significato vero delle tradizioni e tanta voglia di stare assieme: E’ questo il sapore autentico della tradizionale festa di Sant’Antonio Abate che ritorna domenica 20 gennaio, promossa dalla Parrocchia SS. Annunziata di Norma, con il Parroco Don Herick Laba, dal Comitato Organizzatore capitanato da Antonello Stivali. Ogni anno tutto il paese è pervaso da un'euforia contagiosa, che fin dalle prime ore del mattino coinvolge tutta la cittadinanza. È una tradizione che le Confraternite, i gruppi folcloristici del paese e la banda mantengono viva nel tempo, organizzando non solo la solenne processione, anche il popolare e speciale incontro con gli animali in Piazza Roma, davanti il sagrato della Chiesa del Carmine, ove il parroco impartirà la conciliante benedizione. È un passato che ritorna, attraverso il quale tutti gli esseri viventi possono rivivere le magiche atmosfere del lavoro dei propri antenati. Un passato in cui i mulattieri, i carrettieri, i bovari, i pastori, i contadini e i bambini con i propri affezionati animali domestici si univano in un rituale d’armonia. La festa di Sant’Antonio Abate, oltre ad essere il momento per esprimere la devozione al santo è soprattutto l’occasione per esprimere il senso d’appartenenza alla comunità normese, sempre accompagnata dalla tipica predisposizione del popolo di Norma ad ospitare “forestieri” con i propri cari animali e dividere con tutti, la distribuzione del pane benedetto. La festa ha antichissime origini e si configura come una derivazione dai romani e, quindi, degli antichi norbani. Come a Roma, così a Norba, la fine di gennaio era contrassegnata da ricorrenze e cerimonie atte a purificare gli uomini e gli animali, i campi, per propiziarsi gli dei affinché permettessero il regolare rinnovamento delle stagioni. La cerimonia era denominata: Ferie sementine, durante le quali si procedeva all’espiazione e purificazione, dei campi e degli abitati rurali offrendo alle dee Terra e Cerere, sacrificando una scrofa gravida. Le giovenche  erano inghirlandate con corone di fiori. Come racconta Ovidio nei Fasti, le due dee erano  placate con il sangue della scrofa, e si ponevano ogni anno i doni per loro sui rustici altari. I riti pagani della benedizione dei campi e degli animali sono trasmigrati nel cristianesimo in occasione della ricorrenza di S. Antonio, che è accompagnato, nell’iconografia classica, da un maialino. Storia e folklore, dunque, si rinnovano a Norma il 20 gennaio con il seguente programma: Domenica 20 gennaio 2013, ore 11.30 solenne processione - ore 16.30, benedizione del pane e degli animali in Piazza Roma e distribuzione delle panicelle benedette, ore 18.00 spettacolo pirotecnico, parcheggio del centro sociale.
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