sabato 19 gennaio 2013

Dichiarazioni del Sindaco di Norma.



Per far comprendere al grande pubblico la posizione del consigliere Cappelletti, rispetto alla “questione Dondi”, sarà utile paragonarlo al personaggio di Tafazzi, che in calzamaglia nera e sospensorio bianco, saltella colpendosi l'inguine con una bottiglia di plastica e traendo chiaramente piacere da tale pratica. La cosa potrebbe risultare divertente, ma diventa assurda quando il tafazzi cerca di colpire l’inguine di qualcun altro. Cappelletti dimentica che la Corte dei Conti indaga sul caso Dondi e sul comportamento della mia Amministrazione, perché sollecitata da un esposto promosso proprio dal consigliere di minoranza, al secolo Cappelletti. Ben venga l’indagine, anche perché rimane un momento di verifica procedurale per la mia Amministrazione, che si pone nella condizione di fare bene le cose, specialmente in un caso così delicato e complesso. I nostri uffici, il delegato al bilancio ed il Segretario comunale si confrontano periodicamente con gli organi di controllo superiori, in funzione di una corretta gestione della vicenda, che, bisogna ricordarlo per l’ennesima volata, è un macigno venuto a crearsi a causa del malgoverno della sinistra normese, nel disastroso ventennio passato. La notizia da dare al tafazzi di turno è che, da un incontro informale tra il magistrato della Corte dei Conti, tecnici ed amministratori del Comune di Norma, si è appurato che, sino ad oggi, le procedure messe in campo dall’amministrazione per arginare il debito corrispondono a quanto imposto dalla vigente normativa, compreso il ricorso al mutuo nei tempi e nei modi scelti, appunto, dal Consiglio e dalla Giunta Municipale in una fase, bisogna evidenziarlo, di attesa di una sentenza definitiva da parte della Corte d’Appello, visto l'impugnazione della sentenza da parte del Comune di Norma. Ora perché Cappelletti è paragonabile al tafazzi in virtù del fatto che questa vicenda pretende prima verità e, quindi, giustizia: non penserà il Cappelletti che i cittadini di Norma, sborsando dalle proprie tasche più di un milione di euro, non pretendano di conoscere i veri attori protagonisti di tale disastro politico – amministrativo,; e non sarà appunto la Corte dei Conti ad addebitare le responsabilità economiche del caso agli stessi promotori della mala gestione della cosa pubblica, per la Storia PD di Norma? Se Capelletti parla a titolo personale, ossia come semplice consigliere, allora la sua arroganza, nel chiedere le mie dimissioni è pari alla sua incapacità a valutare i fatti e a partecipare ai lavori del Consiglio; dunque dovrebbe dimettersi da una così importante carica. Se Cappelletti, invece, parla a nome del PD locale, allora dovrà essere la sezione ad esonerarlo, visto che, con il suo comportamento, mette a nudo una vicenda a dir poco imbarazzante per la Storia della sinistra lepina. Se Cappelletti, infine, ha una vera coscienza politica, che dovrebbe venire alla luce dopo una sua seria, logica e morale analisi dei fatti, dovrebbe prendere le distanze da quei compari di sezione, che sono i veri ideatori di quel fallimento politico e amministrativo che ha subito la comunità di Norma e che, con paziente e costante lavoro di stuccatura, la mia amministrazione, attraverso la Lista Civica, partecipata da persone della vera società civile a livello locale, cerca di risanare e di rivoluzionare. Egli dovrebbe puntare il dito e il giudizio etico su quelle persone con cui divide una strategia comunicativa, fatta di menzogne, controinformazione e continui ricorsi su  ogni opera, su ogni azione amministrativa promossa dall’attuale maggioranza., perché, nel prestarsi a tale sporco gioco, egli lede gli interessi generali della società normese e, al contempo, il suo basso ventre, proprio come il tafazzi. (Voglio ricordare il suo perentorio assurdo no alla realizzazione di un nuovo complesso scolastico a Norma) Dovrebbe distinguere tra chi è già stato condannato dalla giustizia, per i trascorsi metodi gestionali di malgoverno della cosa pubblica, per trovare altri spazi di democrazia; parola questa che richiede, prima di tutto, una certa dose di onestà intellettiva. Nel difendere certe oscure storie passate e certi chiacchierati personaggi, si pone nelle stesse condizioni morali di chi, dal 1992 sino al 2006, ha permesso alla Dondi di accumulare un credito dai cittadini di Norma di 1.280.000 euro, su un appalto di poco più di 400.000 euro. Ora, se la sinistra a Norma, ha atteso ben oltre dieci anni per mettere fine a questa lievitazione di denaro pubblico; oggi, che si è quantizzato il gruzzolo a causa dell’immobilismo dei suoi compari di sezione, appurato che non si potrà andare oltre, perché il consigliere Cappelletti sollecita l’attuale Amministrazione, attraverso interrogazioni Parlamentari, ricorsi alla Corte dei Conti, il pagamento alla Dondi del debito accumulato? Non conviene con questa amministrazione di vendere cara la pelle ed aspettare la sentenza della Corte d’Appello? Perchè insiste nello svuotare le tasche dei cittadini di Norma? Le risposte le lascio al buon senso dei veri innocenti di questa brutta storia: i miei concittadini.
Il sindaco di Norma Sergio Mancini
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