domenica 16 dicembre 2012

Sermoneta: La Chiesa di San Michele Arcangelo è tornata al suo antico splendore.




Dopo decenni di abbandono e ben quattro anni di restauro, è stata restituita alla comunità una delle chiese più antiche di Sermoneta, San Michele Arcangelo.“Un lavoro lungo, complesso, che ha attraversato fasi di stallo, tanti problemi da affrontare e superare, ma ce l'abbiamo fatta”, ha spiegato il sindaco Giovannoli: “Questo è il più bel regalo di Natale che potessimo fare a Sermoneta”. Due gli appalti: il primo (2008-2011) sono stati eseguiti i lavori di consolidamento strutturale, con il rifacimento del tetto, il consolidamento statico e sistemazione esterna della struttura. Con il secondo (2011-2012) è stato previsto il restauro delle superfici dipinte, degli affreschi, l’impiantistica e l’allestimento degli interni. Per proteggere le preziose opere d'arte, alcune risalenti al XII secolo, è stato predisposto il controllo del microclima attraverso un pavimento radiante che si integra perfettamente con il pavimento di cotto originale. Si tratta di un impianto eco-compatibile perché utilizza principalmente il gas per attivare le sue funzioni, sia in estate che in inverno, inoltre, è stato predisposto un sistema di free-cooling, basato sul controllo del naturale scambio d’aria attraverso la regolazione di finestre basculanti. A completare il progetto di riqualificazione, è stata predisposta un’aula multimediale dotata di un impianto di domotica ad altissima automazione, con videoproiettore HD integrato. Tutti gli impianti della struttura saranno gestiti in maniera centralizzata. Il restauro è stato finanziato da un accordo di programma tra Ministero dei Beni Culturali e Regione Lazio- Assessorato alla Cultura per circa 1,5 milioni di euro. “Pian piano stiamo raccogliendo i frutti di anni di programmazione. Poco meno di un mese fa abbiamo riaperto il Giardino degli Aranci ed il lavatoio, andando a ritroso possiamo ricordare il restauro delle mura rinascimentali, la Piazza del Belvedere, il selciato di Via della Valle, la Chiesa di San Giuseppe, la scalinata di Via Marchioni. Segni tangibili del buon lavoro di questa Amministrazione Comunale. E non abbiamo ancora finito, perché ci sono ancora altri cantieri aperti e che a breve vedranno la luce, tutto questo grazie ad un lavoro di squadra”, hanno spiegato il sindaco Giuseppina Giovannoli e l'Assessore ai Lavori Pubblici Gilberto Montechiarello. Presenti all'inaugurazione anche il dott. Claudio Cristallini, Dirigente Area Servizi E strutture culturali della Regione Lazio, l'Amministrazione Comunale, tra cui il Presidente del Consiglio Torelli, il delegato alla Pubblica Istruzione Cantarelli e la consigliera Marcelli, i Sindaci di Norma e Cisterna, il Comandante del reparto territoriale Carabinieri di Aprilia Magg. Andrea Mommo, la Fondazione Caetani con il neo presidente Pier Giacomo Sottoriva ed il direttore Lauro Marchetti, le associazioni ricreative e culturali di Sermoneta. È stato il direttore dei lavori, l'arch. Anna Di Falco ad illustrare gli interventi fatti nel restauro della Chiesa e del sistema difensivo delle mura urbane. La costruzione della chiesa, stretta tra le case, risale alla seconda metà del XI secolo ed è stata realizzata sulle rovine di un tempio pagano. Un piccolo portico immette nella navata centrale, affiancata dalle laterali. La pianta si presenta notevolmente irregolare. Dalla navata sinistra si accede, scendendo delle scale, alla cripta dove troviamo affreschi quattrocenteschi. Lì è stato ritrovato inaspettatamente un affresco quattrocentesco coperto da altri dipinti di tre secoli più giovani: il lavoro di restauro, eseguito dall'impresa Regoli e Radiciotti, ha permesso che quel gioiello d'arte tornasse alla luce.La chiesa ha subito nel corso dei secoli continue modifiche, tanto da risultare oggi una fusione di epoche e stili diversi, come dimostrano il portico, il soffitto a crociera e gli archi delle navate, tutti caratterizzati da forme derivanti dall'architettura gotica. Tra l'altro, come ha spiegato Marta Pennacchi direttrice del Museo di Palazzo Caetani di Cisterna, in questa chiesa convivevano due confraternite con regole rigidissime, tra cui quella dei battenti: i confratelli si flagellavano durante le cerimonie pubbliche e le processioni in segno di penitenza. Un pezzo di storia che va ad arricchire il patrimonio culturale di Sermoneta.
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