martedì 9 ottobre 2012

LATINA: GLI ATTACCHI DI PANICO, a cura della Dott.ssa Emanuela Caldarini.



Gli attacchi di panico sono episodi d’improvvisa ed intensa ansia, della durata di circa 10-30 minuti, che irrompono in modo inaspettato, a “ciel sereno” e sono accompagnati da palpitazioni, tachicardia ( battiti accelerati del cuore), dolori al petto, capogiri, vertigini, vampate di calore o brividi di freddo, sensazione di soffocamento, nausea, rossore, confusione mentale e paura che stia per accadere qualcosa di grave, per esempio che si stia per morire a causa di un infarto,  che si stia per svenire o che si stia perdendo il controllo della situazione. Perché avvengono gli attacchi di panico? Si ritiene che siano dovuti all’interazione di pensieri, emozioni e processi fisici. Generalmente in persone già di per sé ansiose, periodi o eventi eccessivamente stressanti, come preoccupazioni per la propria salute, problemi personali, familiari o lavorativi possono far crescere il normale livello di ansia, fino a farlo esplodere in episodi di panico. Quali sono le conseguenze degli attacchi di panico? Il primo attacco di panico di solito innesca la cosiddetta “paura della paura”, in altre parole il timore di avere un nuovo attacco che non abbandona mai la persona che inizierà, così, a chiudersi in se stessa e a modificare il proprio stile di vita, evitando quelle situazioni, circostanze e luoghi dai quali sarebbe difficile allontanarsi o ricevere aiuto. Se questo si consolida si arriva facilmente all’Agorafobia (paura degli spazi aperti), con la conseguente tendenza ad evitare i posti pubblici e affollati (andare alla posta, al ristorante, nei locali, prendere l’aereo, camminare per strada, guidare l’auto). Tutto ciò porta la persona ad isolarsi dagli altri e questa situazione, a sua volta, può provocare depressione. Com’è possibile capire, quindi, gli attacchi di panico possono invalidare pesantemente la vita di chi ne soffre e per questo è importante intervenire repentinamente, non tanto con i farmaci, che potrebbero creare dipendenza e mantenere il disturbo, ma con una psicoterapia che si rivolga alle tre aree colpite dal disturbo di panico: al corpo, aiutando il paziente a capire che i sintomi fisici che prova durante gli attacchi di panico sono dovuti all’ansia e non sono pericolosi; ai pensieri, facendogli comprendere che quelli che lo assalgono durante l’attacco (di morte, di perdere il controllo, d'impazzire) non sono realistici e non accadranno; al comportamento, facendo affrontare al paziente le situazioni che evita, dalle più facili a quelle per lui più ansiose,  così che possa rendersi conto che non sono pericolose e possa riprendere, pian piano, una vita più normale e serena. Info: emanuelacaldarini@libero.it – 3932327821 - facebook: dott.ssa Emanuela Caldarini psicologa. Riceve presso lo studio di Latina e Sabaudia, solo previo appuntamento telefonico.
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