mercoledì 31 ottobre 2012

Cisterna di Latina: L’agro romano Pontino ai tempi di Maria Goretti, 7/11/12.



Sarà un autentico evento la presentazione ufficiale di “Una piccola grande storia italiana – L’agro romano pontino ai tempi di Maria Goretti” in programma per mercoledì 7 novembre alle ore 18.00 presso l’aula consiliare del Comune di Cisterna di Latina. L’incontro aprirà ufficialmente la settimana dedicata alla patrona di Latina e dell’agro nell’occasione della traslazione delle sue spoglie dal Santuario di Nettuno alla Chiesa Madre Santa Maria Assunta di Cisterna. Saranno presenti il presidente dell’Amministrazione Provinciale di Latina Armando Cusani ed il sindaco di Cisterna Antonello Merolla. Ai saluti istituzionali, seguiranno gli interventi dello storico e giornalista Piergiacomo Sottoriva e del giornalista Lidano Grassucci. L’incontro sarà un mix suggestivo fra storia, letteratura e teatro. I giovani dell’Oratorio Santa Maria Goretti di Latina interpreteranno, fra un intervento e l’altro, alcuni quadri di “Marietta, il fiore che non sfiorisce”, uno spettacolo portato in scena con grande successo nel capoluogo pontino, scritto da Gianni Mainardi  e diretto da Rosario Matrone ed Antonella Siracusa. Sarà Eugenia Marchioni, con la lettura della premessa al libro, ad aprire la serata che prevede anche un intervento conclusivo di don Giancarlo Masci, parroco della Chiesa Santa Maria Assunta. Si tratta, come si diceva, della conferenza stampa ufficiale di presentazione del  nono libro di Rita Calicchia, dopo l’anteprima del 26 ottobre scorso riservata alla città di Latina. Il volume sta riscuotendo, a neanche quindici giorni dall’uscita, eccezionali consensi in termini di vendite e di critica per lo stile di scrittura che ne favorisce l’agevole lettura soprattutto da parte dei giovani – cui è essenzialmente diretto – ma anche per l’angolo di visuale dal quale la storia di Marietta è raccontata. Come spiegano le “avvertenze al lettore” che aprono il libro, la storia di Maria oretti è in realtà solo un aspetto delle vicende narrate che hanno per teatro l’agro romano-pontino, e la zona Le Ferriere, Montello, Campoverde in particolare, negli anni a cavallo fra due secoli strategici: il 1800 ed il 1900. Nulla di nuovo, del resto, si può aggiungere alla storia della piccola di Corinaldo che qui appare sì come protagonista, ma come una delle abitanti della zona, al di là e al di sopra di qualsiasi interpretazione e/o valutazione sociologica e/o teologica che certo non attiene al giornalista. Fu un periodo di grandi trasformazioni storiche in Italia e sullo scenario internazionale, ma soprattutto una sorta di ”prologo”, per questa parte di territorio, di quella imponente opera di bonifica che subito dopo la grande guerra avrebbe trasformato in città scenari paludosi e malsani in un contesto storico straordinariamente simile. Imponenti flussi migratori. Valigie chiuse con lo spago. Lacrime di nostalgia per la terra natia ricacciate indietro… Sacrificio. Pelle bruciata dal sole. Fame. Malaria. Morte. Sempre più tiepide speranze di un futuro migliore. Voglia di riscatto. Lo stesso turbinio di sentimenti che mosse i Goretti verso Cascina Antica. Questa è la piccola grande storia italiana che questo libro racconta. Questa è la radice che ho voluto rispolverare per le nuove generazioni. Perché è vero che non c’è futuro senza memoria. Dunque, un viaggio nell’agro romano pontino di fine ottocento e primo novecento, filtrato attraverso gli occhi di chi quell’itinerario lo ha percorso in cerca di fortuna. Quando per fortuna s’intendeva un pezzo di pane assicurato, un giaciglio per dormire, uno spicchio di futuro da regalare ai più piccoli della famiglia. Il libro si muove in questo scenario: la storia di Marietta emerge prepotentemente dalla trama che racconta del professore di igiene e deputato del Regno d’Italia Angelo Celli, delle sue ricerche sul chinino e della rivoluzione culturale che continuava ad invocare convinto che il problema fosse non solo e non tanto quello di insegnare la gente della palude a leggere e a scrivere, ma di scuotere quelle popolazioni analfabete portate ad un'accettazione fatalista della malaria. Scenari che Aleardo Aleardi racchiude in un aneddoto che fa storia: 'Come si vive costì?' chiese un giorno un viaggiatore ai mietitori. E l'Abruzzese: "Signore, si muore'". (1863). “Una piccola grande storia italiana – L’agro romano pontino ai tempi di Maria Goretti”, ha già vinto un riconoscimento nazionale prestigioso: Il Premio L’Intruso, che sarà consegnato all’autrice Rita Calicchia a Baja Sardinia.
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