domenica 21 ottobre 2012

Aprilia: Cessione degli impianti per i nuovi allacci alla rete idrica.

«Ritengo pretestuosa la polemica sulla cessione degli impianti che permette gli allacci alla rete idrica delle nuove abitazioni. Per questo motivo, ed essendo la questione estremamente delicata, l’azione politico-giuridica dell’Amministrazione D’Alessio prima e Terra oggi, è più che mai orientata a salvaguardare gli interessi di tutti cittadini. Ancorché vi siano giudizi tuttora pendenti nelle diverse sedi dei Tribunali civili ed amministrativi, che l’esecutivo sta portando avanti su mandato del Consiglio Comunale al fine di riportare la gestione del servizio idrico direttamente in capo al Comune, non possono essere pretermesse le istanze delle molte famiglie che con sacrifici e in buona fede hanno acquistato un appartamento certe di usufruire dei servizi pubblici tra cui principalmente quello idrico. Più in particolare, poi, il Comune si è trovato nella posizione di dover scegliere se opporsi ad oltranza alla cessione degli impianti e rimanere indifferente ai disagi della gente, ovvero se accettare pedissequamente le indicazione del gestore idrico. Ebbene, in piena coerenza con il programma elettorale e rispettosi di una corretta azione amministrativa, nel mese di maggio 2011 l’Amministrazione ha preteso in sede di giudizio che fosse inserita una clausola all’interno dei verbali di cessione degli impianti, proprio perché detta cessione deve essere intesa “sub iudice”, ossia condizionata al pronunciamento del giudice civile. Solo il 19 marzo 2012 detta postilla è stata sottoscritta dinanzi al Giudice di Pace, trovando l’assenso oltre che del Comune anche dell’Ato4 e di Acqualatina. In estrema sintesi, questa terza via la si è ritenuta quella opportuna tra quelle oggi percorribili, secondo il criterio dell’amministratore diligente che pone quale suo preminente obiettivo quello di tutelare l’interesse pubblico generale. Va detto inoltre che il nostro comportamento è stato lineare anche nella Conferenza dei Sindaci dell’Ato4, tanto da suscitare clamorose indignazioni da parte di alcuni Sindaci dei comuni limitrofi e questo il Comitato lo sa perfettamente perché è un attento osservatore degli atti prodotti dalla Conferenza dei Sindaci stessa. Sollevare tesi di presunte pressioni messe in piedi da alcune categorie nei confronti dell’ente e, oltretutto, abbinare la vicenda dell’acqua con quella del furto dei tributi per operare un tutt’uno tra Amministrazione Santangelo e Amministrazione D’Alessio-Terra, francamente è inaccettabile. Nessun atto dovuto, è vero, ma solo azioni concordate e per di più, in questo caso, dinanzi ad un Giudice. In merito, poi, alla modifica dello Statuto Comunale proposta dal Comitato Cittadino Acqua Pubblica al fine di ritenere l’acqua un bene di primaria e fondamentale importanza che in quanto tale deve restare pubblico in tutti i suoi aspetti, sono state recepite da questa Amministrazione non per compiacenza verso il Comitato, ma perché condivise con esso. Dunque anche in questo caso l’azione amministrativa si è mossa non per atto dovuto ma per interesse pubblico. Il ritardo rispetto ai tempi previsti per la modifica dello Statuto (entro tre mesi dalla proposta) è scaturito da altri inevitabili aspetti procedurali come la necessità di rivedere le disposizioni ormai superate dalla normativa vigente, ovvero l’evoluzione nella stessa materia dei servizi pubblici con gli effetti del Referendum popolare che noi convintamente abbiamo sostenuto. La Statuto, così come modificato, sarà discusso dalla IV Commissione convocata per il prossimo 25 ottobre, per poi approdare definitivamente in Consiglio Comunale».
L’Assessore agli Affari Generali
Luigi Bonadonna
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