domenica 2 settembre 2012

CORDEN SpA - Piattaforma Ecologica - Sermoneta.





Ad oggi tutto tace, per la Piattaforma Ecologica della Corden Pharma SpA LT, dal comune di Sermoneta alcuna comunicazione ufficiale in merito.  Ci auguriamo, si chiedono Antonietta Pagani e gli ecologisti di Sermoneta, che almeno si stiano prontamente preparando per chiedere alla Corden una serie di clausole obbligatorie per la piattaforma (visto che l'intento è quello di accettare il progetto anche per la crisi economica ed i posti di lavoro che invece si prospetta di mantenere), bisogna richiedere assolutamente:
  1. Monitoraggio-controllo continuo degli inquinanti industriali della piattaforma, eventualmente con Asl ed Arpa Lazio, con installazione di una centralina permanente per i rilievi dei parametri con sistemi di campionamento e analisi (giornalieri, annuali) delle emissioni ed utilizzo eventuale d’apposito software;
  2. Con annessa imposizione per normative all'avanguardia europea su: diossine, furani, benzoapirene, PM10 e polveri sottili (tutte sostanze chimiche d’accertata cancerogenicità, persistenza, genotossicità, teratogenità che esistono e mai qui analizzate, tassativamente da non superare i livelli massimi di percentuale prevista per le emissioni atmosferiche di tali sostanze);
  3. Scheda sulla sicurezza cioé “Informazioni sui rischi d’incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori”, scheda-opuscolo da redigere anche in concertazione col comune nella quale si specifichino incidenti (per l'uomo, infortuni,malattie professionali e per l'ambiente, inquinamento di aria, acqua, suolo) ed eventuale prevenzione e protezione da essi (gli incidenti rilevanti) come: Incendi, esplosioni, emissioni di sostanze. Oltre alla chiara ed approfondita spiegazione sulle sostanze chimiche usate nello stabilimento (loro caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche, imballaggio, etichettatura, trasporto), alle precauzioni e smaltimento delle scorie-acque reflue (in questo caso) dei solventi a rigorosa normativa di  legge. Alla presenza dei presidi di Primo soccorso.
Scheda che la ex Bristol non ha mai presentato al comune di Sermoneta, pur se i tumori ci sono abbiamo eccome a Sermoneta. Si chieda ai medici locali e si guardi le statistiche provinciali dei tumori e leucemie dai dati dell'Ordine dei medici (a Latina pari al 21%). Questo oltre a controlli periodici dell’Asl LT abbinati sui parametri dell'arsenico (AS), altamente cancerogeno si sa, nelle acque ad uso umano del pozzo-fontanino di Tufette con controlli accurati (Arpa-Lazio) anche alla qualità delle acque del fiume Cavata (adiacente alla Corden) che potrebbero essere contaminate dai Silos-serbatoi e tubature di condotta della piattaforma lì confinante (come vedete dalle foto) magari anche per sversamenti abusivi e/o accidentali delle acque reflue e dei residui della rigenerazione dei solventi (a Taranto nella Ilva le sversavano direttamente in mare tal quali senza pretrattarle) e che non accada che tali scorie vengano infustate (cosa possibile con eventuale smaltimento nei siti appropriati) e poi sepolte da qualche parte come accaduto a Latina (Discarica di Borgo Montello). L’emissioni di polveri sottili e PM ci saranno (è scritto nel progetto di adeguamento ambientale presentato per la piattaforma) micro-nanoparticelle che verranno immesse nell'aria che respiriamo e potrebbero provocare disturbi respiratori e all'apparato nasale e faringeo (asma, allergie) con possibile interessamento di bronchi e polmoni e nei casi peggiori formazioni neoplastiche. Voglio solo accertarmi della prassi preventiva da seguire, visto l'invaso chimico futuro e pregresso, afferma la Pagani, meglio eccedere. L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha rilevato che ci sono in Italia dieci siti di rigenerazione e recupero solventi conto terzi e questo a Sermoneta , nel Lazio, sarebbe il primo sito. Ovviamente consideriamo il binomio Ambiente-Lavoro e cerchiamo di non demagogizzare, ma concretamente sia di tutelare l'ambiente e l'inquinamento, ma anche di assicurare industrializzazione e lavoro. Là dove ci debba però essere un alto rischio di patologie mi auguro possa essere deterrente per l'attivazione di un sito chimico. Certi comunque che il sindacato (Filctem Cgil Lt) che ci ha risposto nell'altro comunicato è sicuro sulle normative adottate e vigilerà in concertazione con lo stabilimento, il comune, le associazioni ed i partiti. Per ora a noi il compito di vigilare a tutela della salute pubblica di tutti i cittadini per far rispettare le regole.
Dott.sa Antonietta Pagani
Ecologista, animalista
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