giovedì 2 agosto 2012

Sermoneta: Il problema "Corden Pharma".


La Corden propone all'Amministrazione comunale di aprire la cosiddetta 'Piattaforma Ecologica' che prevede lo stoccaggio e la depurazione di solventi chimici per conto terzi (cioè provenienti da altri siti chimici), questo sotto il ricatto di nuovi posti di lavoro da contrapporre ai licenziamenti. Ovviamente lo studio ambientale di cui sopra non presenta particolari controindicazioni all'ubicazione di tale Piattaforma. In tale piattaforma ecologica perverranno autocisterne e camion addetti carichi di solventi chimici da stoccare... sostanze come: acetone, cloruro di metilene, isopropanolo, DMF, cicloesano, metilisobutilchetone, per dirne alcuni, sostanze quasi tutte altamente infiammabili ed alcune piuttosto tossiche e corrosive. Vuol dire che in caso positivo della piattaforma ci sarà in Via del Murillo un via vai di autocisterne strapiene  di questi solventi (centinaia di litri) dei quali da noi a Sermoneta resteranno anche le scorie-rifiuti (non oso pensare quanto tossici) da eventualmente dover poi smaltire anche. Praticamente è in arrivo una ..bella bomba chimica. Gradirei informare di ciò gli abitanti nella zona limitrofa di Corden Pharma (ex Bristol MS) e cioè di Monticchio, Tufette, Sezze Scalo, Latina Scalo (Via del Murillo in primis), Sermoneta tutta. Sembra che l'impatto ed i rischi ambientali per la salute, per il territorio (sottosuolo, aria, emissioni gassose) sia minimo e trascurabile e con pochi lavori d’adeguamento (una nuova guardiola per l'ingresso,una pesa,una piattaforma di carico scarico-nuove tubature di condotta) la struttura già esistente della ex Bristol (compresi catalizzatori, silos, parco serbatoi  vari, colonne distilleria, laboratori chimici) può accogliere tale gioiello futuristico per la chimica. Sarà anche sistemata una rotonda interna ad hoc per le inversioni delle autocisterne-camion.. Ricordiamo che l'inquinamento a Sermoneta è sicuramente notevole in quanto le patologie tumorali in generale e le leucemie (tumori ematologici) sono in percentuale molto alta come in tutta la provincia di Latina (superiore 3 volte alla media nazionale), ma anche maggiore a Sermoneta (dati di Legambiente e loro ricerca - dati dei medici locali di Sermoneta e dell'Ordine dei Medici) per cui mi preoccuperei molto dell'ubicazione di tale sito chimico altamente impattante che prevede in ogni caso l'emissione in atmosfera (come scritto nel progetto presentato) di sostanze gassose e polveri sottili (dopo processi con azoto, brine,acqua glicolata e distillazione dei solventi..) e nel sottosuolo di eventuali scarichi e sversamenti...(non previsti ovviamente) giudicate ad impatto ambientale trascurabile. Questo per la tutela della salute pubblica. In verità il comune sta realmente valutando l'ipotesi di accettare tale proposta in toto da qui la mia preoccupazione... anche di informare correttamente i cittadini; ci auguriamo sia almeno prevista una carta d'informazioni sui rischi d’incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori che la ex Bristol non ha mai presentato...(riguarderebbe i rischi connessi all'attività industriale). Danni per l'uomo (infortuni, malattie professionali) e per l'ambiente (inquinamento di aria, acqua, suolo). Sembra che dal punto di vista paesaggistico ed urbanistico la cosa non comporti controindicazioni, anche per quanto riguarda vincoli archeologici di quella zona ed il PTPR, il PRG del comune oltre al PRT per la zonizzazione industriale e rispetto delle acque pubbliche profonde 50 metri (rammentiamo che lì vicino scorre il fiume Cavata già minato dalla ex Bristol - pesci morti avvistati, acqua  torbida e maleodorante), inoltre, la geomorfologia  del suolo ed eventuale compromissione delle falde acquifere sottostanti...non presenta problemi. RICORDO che nei pressi c'è il Pozzo-Fontanino di Tufette, quello incriminato di distribuire acqua con l'arsenico, potente elemento cancerogeno, (in percentuale superiore alla media prevista dall'Unione Europea, qualche mese fa). Minare ora quel sottosuolo già compromesso dai minerali e dall'arsenico vorrà dire stare molto allerta per il futuro di quell'acqua che sgorgherà dai rubinetti di casa degli abitanti di Tufette e Monticchio in primis. A tal proposito la Corden ha presentato anche una relazione preliminare Geologica, sull'impatto paesaggistico ed uno studio sulla dispersione degli inquinanti atmosferici della piattaforma, allegati al suddetto progetto di 'studio ambientale', ma tali altri progetti non sono pubblicati on line e quindi non visionabili pubblicamente, come mai? Si nasconde qualcosa? Auspichiamo invece che il comune s’impegni ad ottenere nell'eventualità almeno un "monotoraggio pressoché continuo degli inquinanti" nella piattaforma. Vorrei che dalle file del comune ci fosse chiarezza in proposito ed eventualmente un confronto con l'opposizione e con le associazioni ed i cittadini di Sermoneta (anche in un tavolo tecnico di trasparenza) specie con quelli maggiormente interessati perchè vicini al sito. Si dice nel progetto che in Italia esistono 10 siti totali di recupero solventi per conto terzi e nel Lazio nessuno, questo a Sermoneta sarebbe il primo. Già questo è di per sé preoccupante. Preoccupazione ci arriva anche da eventuali intrusioni malavitose che potrebbero approfittarsi del sito chimico anche in un prossimo futuro usandolo per traffici illeciti. Il caso della discarica di Latina (Borgo Montello) ed i fusti tossici lì interrati (dal clan dei Casalesi) n’è un esempio attuale di cui ora anche la Regione si sta occupando, per non parlare poi dell'inquinamento da polveri sottili della Ilva di Taranto. Al solito prevenire sarebbe la miglior cosa ed eventualmente prendere in considerazione l'ipotesi di non accettare tale progetto.  
Antonietta Pagani
ecologista, animalista
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