mercoledì 1 agosto 2012

Ciarmatori e Rossetti, della Scuola Latitudine Teatro di Latina, vincono "Una sceneggiatura contro l’Aids".



La prima edizione di “Una sceneggiatura contro l’Aids” promossa dall’Associazione Anlaids Lazio e svoltasi a Roma, è stata vinta da “E tutto cambia” di Silvia Ciarmatori e Francesca Rossetti, della Scuola Latitudine Teatro di Latina. Il bando di concorso ha dato la possibilità ai ragazzi delle scuole superiori e delle scuole specializzate in discipline dello spettacolo della Regione Lazio di rendersi parte attiva nella comunicazione del messaggio di sicurezza e consapevolezza nelle relazioni di coppia, in merito al problema dell’Aids. Tra i numerosi partecipanti hanno vinto nella sezione scuole specializzate proprio le due ragazze di Latina, che hanno ricevuto il premio di 7000 euro da utilizzare per iscrizione al master. Presidente di giuria il regista Ferzan Ozpetek, affiancato dall’attrice Elena Sofia Ricci, Dario Colombo, l’avvocato Simone Morandi, Mauro Piacentini (Università Tor Vergata), Vitaliano De Salazar (direttore generale dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani) e Massimo Ghenzer (presidente Anlaids Lazio). Questo il giudizio sul lavoro di Silvia Ciarmatori e Francesca Rossetti scritto dallo stesso Ozpetek: “E TUTTO CAMBIA, si distingue per l’idea di raccontare il “nascente” rapporto di una madre con il figlio appena concepito. Lo sconforto della giovane ragazza rimasta incinta da due mesi, è acuita dalla scoperta della sua sieropositività. Turbata all’idea del possibile abbandono da parte del compagno e al colmo dell’inquietudine, senza rendersene conto la ragazza interrogherà direttamente il futuro nascituro per sapere cosa pensa della situazione. Questo semplice gesto evoca un potente messaggio, e getta luce sulla potenza del rapporto madre/figli, legame in grado di trasmettere una fortissima energia al genitore, capace di superare le situazioni più difficili. L’ambientazione domestica, intervallata dal ricordo dell’annuncio della gravidanza in ospedale, alterna un’atmosfera intima e privata a quella del ricordo, suscitando empatia verso la protagonista e chiarendo il rapporto tra lei e il suo compagno. Il messaggio è molto forte e oltre a celebrare la vita ed il rispetto per l’altro, rappresenta un forte incoraggiamento a chi si trova nella stessa situazione dei personaggi”. Durante la premiazione lo stesso Ozpetek ha invitato i suoi colleghi artisti a schierarsi per sensibilizzare i giovani: “I cineasti, i musicisti, gli artisti in generale che hanno una relazione diretta con il pubblico giovanile e spesso ne influenzano le passioni e in molti casi le scelte di vita, dovrebbero partecipare ad un nuovo percorso di sensibilizzazione che rafforzi ed aggiorni quanto già fatto negli anni scorsi da Anlaids per le nuove generazioni e nella lotta all’HIV. Del problema i media ne parlano ormai raramente, come se fossimo fuori dall’emergenza e dalla gravità. Questo purtroppo non è vero. Occorre sostenere certe iniziative serie e campagne di supporto alle associazioni che come Anlaids si prodigano contro questa piaga non solo sanitaria, direi anche etica e sociale. Dobbiamo farlo con informazioni e dati precisi, vorrei aggiungere con amore ed altruismo, senza moralismi e divieti terroristici”.
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