giovedì 1 marzo 2012

Terracina: Mezzi Musei, Mezze Biblioteche, Mezzi Archivi, 3-4/3/12.


La Festa dei Mezzi Musei, delle Mezze Biblioteche e dei Mezzi Archivi, questa la risposta agli ulteriori tagli alla cultura decisa dalla Giunta Regionale.  Una due-giorni, il 3 e il 4 marzo dalle 10:00 alle 18:30, in cui i mezzi direttori e le mezze direttrice dei Musei, delle Biblioteche, degli Archivi del Lazio diventati Mezzi Musei, Mezze Biblioteche e Mezzi Archivi a causa dei tagli, hanno deciso di sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, di dimostrare l'importanza della cultura e del patrimonio storico-artistico della Regione con un'iniziativa originale e cioè invitando tutti i cittadini ad una festa, anzi ad una mezza festa. Terracina ha risposto all'invito con un'apertura straordinaria della Biblioteca “Olivetti”, sabato 3 marzo dalle ore 9:30 alle ore 12:30 e dalle ore 16:30 alle ore 19:30. Il sabato, giorno in cui di solito è chiusa. A dimostrazione dell'impegno di chi lavora, di chi punta tutti i giorni sulla Cultura, sulla valorizzazione del patrimonio storico-artistico, nonostante i tagli continui e costanti, nonostante tutto insomma e lo fa raddoppiando il suo impegno, invece che dimezzandolo. Non solo un'apertura straordinaria, ma nel giorno della festa a metà punta sui “Tesori di carta”, cioè mette in mostra quanto, per mancanza di fondi, di spazio, giace negli scatoloni: i nuovi scaffali ed ancora nel giorno di sabato 3 marzo alle ore 12:00 dà appuntamento alla Biblioteca “Olivetti” per sensibilizzare i partecipanti sui  tagli alla cultura. Come? Intanto, esserci sarà la più grande delle conquiste. Se poi ognuno porterà, inviterà “un amico” alla Festa, i Mezzi Musei, le Mezze Biblioteche e i Mezzi Archivi, avranno un'occasione in più di essere non la metà di niente, ma una metà da difendere.
-        Le opere d'arte saranno presentate per metà;
-        Una mezza comunicazione sarà fornita al pubblico, leggendo solo le pagine destre dei libri e declamando mezzi brani tratti dal Visconte Dimezzato (Italo Calvino), La metà di niente (Catharine Dunne) e Nove dimissioni e mezzo (Adele Cambria);
-        I visitatori saranno accolti dal personale con occhiali oscurati per metà, mentre le luci delle sale resteranno accese per metà del tempo e gli scaffali delle biblioteche coperti per metà;
-        Ai partecipanti sarà chiesto di partecipare, innanzitutto, e al termine della visita di lasciare un mezzo commento sul mezzo libro dei visitatori;
-        Direttori e direttrici si impegnano infine, con ogni mezzo, a trasmettere ai visitatori la doppia passione di tutti gli operatori culturali per questo lavoro. In cambio si chiederà di firmare e sottoscrivere la petizione “La qualità non si può dividere a metà…” che ha lo scopo d’incentivare un dietro-front della Giunta Regionale.
-        Carta batte forbice, porta un libro che hai amato e prendi un libro che amerai.
Condividere, e del tutto gratuitamente, è la parola d'ordine di un fenomeno come il Bookcrossing che ormai sta prendendo piede anche in Italia. Quale migliore occasione della Festa dei Mezzi Musei, per un passalibro come risposta ai tagli alla cultura. Da un gioco che in molti conoscono, carta, forbice e sasso, prende spunto il nome dell'iniziativa: Carta, libro, batte Forbice i tagli. Partecipare, è semplice. Basterà recarsi sabato 3 marzo in Biblioteca e portare con sé un libro, uno di quelli che avete amato e lasciarlo nelle mani di un altro lettore, così che da lì il vostro libro inizierà un altro viaggio all'insegna dello scambio, della passione. E aderendo al “passalibro”, si rischierà di incontrare il libro che amerai, lasciato da un altro lettore quel giorno, non solo di fare uno scambio intelligente. Lascia un'idiota, e trova un Visconte dimezzato, dal titolo di uno dei libri scelti in occasione della Festa dei Mezzi Musei. A voi la scelta, intanto passateparola. In gioco c'è il futuro, qualcosa che va oltre la, di per sé già grave, drastica riduzione delle attività didattiche, dell’acquisto di materiali e della manutenzione delle strutture fino all'impossibilità di garantire l’apertura o un'adeguata vigilanza delle Biblioteche, degli Archivi e dei Musei della Regione Lazio. 
Flash Mob
Per prima cosa serve una pagina facebook per raccogliere consensi, una mailing list.
ñ   Una volta creata la pagina scegliete una città dove vorrete fare il vostro flash mob e createvi una inserzione facebook

Il flash mob si può dividere in due macro tipologie;
ñ   Freeze o Frozen, letteralmente congelato-immobile. I partecipanti ad un segnale acustico, un orario preciso o in generale un input riconoscibile, si fermano, si bloccano in una posizione specifica o casuale.
ñ   Silent rave. In tal caso, invece, i partecipanti possono riunirsi ed ascoltare con le cuffie della musica, ballare muoversi liberamente, l’effetto sugli spettatori è impressionante perchè lascia allibiti e confusi.
Mossa numero 1: dare un titolo accattivante e conciso. La regola richiama quella dei titoli giornalistici, deve attirare le persone perché queste leggano il resto e decidano se partecipare o meno.
Mossa numero 2: condividere. Ne abbiamo accennato poco fa: perché un evento raggiunga un buon pubblico bisogna promuoverlo su Facebook, condividendolo ed invitando gli amici stessi a condividere ed a promuovere, innescando così un buon passaparola.
Mossa numero 3: dare poche indicazioni ma chiare. Soprattutto va indicato l’orario d’inizio ed un orario di ritrovo che permetta a tutti di arrivare sul posto. Inoltre bisogna spingere i partecipanti ad essere puntuali; il flash mob è puntuale e chi arriva dopo si perde la festa.
Mossa numero 4: portare fotocamere e videocamere per registrare l’evento. I contenuti vanno pubblicati su Facebook e Youtube per dare conto a tutti i partecipanti di cosa sia stato fatto. Chiaramente la pubblicazione di questi contenuti speciali non può che far espandere la platea di curiosi e magari far sorgere in altre persone la voglia di partecipare a un nuovo flash mob.
Mossa numero 5: meglio utilizzare uno pseudonimo. Nei flash mob non ha importanza il singolo e chi organizza, ma la buona riuscita del gesto collettivo.
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