sabato 31 marzo 2012

LATINA: SATRICUM E IL LATIUM VETUS.







Davanti una platea formata da studenti, insegnanti ed esperti del settore, si è svolto a LATINA, venerdì scorso (30 marzo) presso l’Istituto Majorana di Via Sezze, il convegno “Satricum e il Latium Vetus – Prospettive turistico-culturali”. Iniziativa organizzata dall’Assinarch, associazione Ingegneri ed Architetti di Aprilia, in collaborazione con l’Amsterdam Archeologisch Centrum dell’Università di Amsterdam e la cooperativa sociale Don Sturzo. L’obiettivo dell’incontro, come suggerisce lo stesso titolo, è quello di accendere i riflettori sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio pontino attivando una rete di contatti che possa coinvolgere il pubblico tanto quanto il privato. Quest’anno gli scavi di Satricum festeggiano i 35 anni di attività, in concomitanza con gli 80 anni di Latina. Un’occasione eccellente per poter dare il giusto risalto all’impegno di tanti archeologi e professionisti che lavorano sul campo che da anni (dal 2007) attendono l’inaugurazione del museo dedicato proprio a Satricum, allestito presso la Vecchia Cartiera a Borgo Le Ferriere. Una struttura completamente ristrutturata con fondi pubblici che attende solo il taglio del nastro. Un’inaugurazione bloccata da un problema strutturale: pesanti infiltrazioni d’acqua rendono impossibile l’apertura al pubblico. L’appello affinché questa problematica possa essere risolta è stato rivolto, da tutti i professionisti e dalla platea, alle istituzioni locali. Per questo, importante è stata in aula, la presenza dell’assessore al Governo del Territorio del Comune di Latina, Orazio Campo, e del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Giorgio De Marchis, che hanno colto immediatamente lo spirito civico dell’iniziativa. I lavori si sono aperti attorno alle 9.00. Il primo ad intervenire è stato l’assessore Campo: “Ho trovato l’iniziativa pregevole. Sono qui in rappresentanza dell’intera amministrazione comunale che ha tra gli obiettivi di governo quello di valorizzare il patrimonio storico ed archeologico del nostro territorio. Siamo vicini a questo tipo di iniziative e vogliamo poter offrire il nostro contributo. Credo si possa fare molto per l’intera provincia di Latina coinvolgendo in ogni iniziativa anche i privati. Il Comune – ha aggiunto Campo – dovrà dare l’indirizzo, dovrà stabilire delle linee guida per lavorare in sinergia con gli imprenditori pontini che intenderanno investire in questo settore”. Stessa disponibilità è stata mostrata anche dal consigliere De Marchis che ha detto: “Il Pd ha a cuore il futuro di Satricum e per questo intenderemo presentare degli emendamenti in occasione dell’approvazione del prossimo bilancio di previsione. Per valorizzare un patrimonio di questa importanza servono fondi strutturali che il Comune di Latina deve poter mettere a disposizione”. Importante anche l’intervento dell’architetto, Ugo De Angelis (Ufficio piano del colore del Comune di Latina) che ha tracciato un’approfondita analisi dei borghi medioevali più importanti presenti sul territorio provinciale, giunti a noi in condizioni non ottimali, quali Borgo Le Ferriere in Latina, Campoverde (Campomorto e prima San Pietro in Formis) in Aprilia e ancora Borgo Montello (l’antica Conca), dove uno degli edifici principali è stato parzialmente restaurato. “Di pregevole importanza – ha detto De Angelis – anche il borgo antico dell’Acciarella, nato nel 1863, ampliato nei primi anni ’20, e rimasto intatto da allora. Speriamo solo – ha concluso – non si deturpi una così significativa fetta di territorio con l’ennesima sconclusionata colata di cemento”. Il paletnologo prof. Michelangelo la Rosa (resp. scientifico Fondazione “Marcello Zei”, San Felice Circeo) ha relazionato sull’importanza dei ritrovamenti archeologici del Circeo riferiti soprattutto all’uomo di Neanderthal. Per spiegare l’importanza degli scavi di Satricum è intervenuta la professoressa, Marijke Gnade docente di Archeologia delle culture preromane dell’Italia Centrale per l’Università di Amsterdam, nonché responsabile dei lavori di scavo di Satricum e Casale del Giglio, tra il territorio di Borgo Le Ferriere ed Aprilia. La presenza a Satricum di insediamenti appartenenti a popolazioni preromane era cosa nota sin dal 1896, con il rinvenimento del tempio e della stipe votiva dedicata alla Mater Matuta, tali studi sono stati abbandonati per anni. “Soltanto nel 1977, in seguito alla nascita di un Comitato per la salvaguardia del sito, l’Istituto olandese – ha spiegato la professoressa Gnade - ha accettato l’incarico di salvare dalla rovina il sito archeologico di Satricum, con i tre templi, la stipe votiva dedicata alla Mater Matuta, una strada ed i resti di un’acropoli di civiltà preromani precedenti al IX secolo A.C. “Siamo riusciti a portare alla luce un patrimonio archeologico inestimabile tale da rendere necessario l’ampliamento degli scavi e di pensare alla creazione di un parco archeologico sul sito. Oltre a quello di Mater Matuta, sono state rinvenute le rovine di altri 2 templi, il calpestio di una strada preromana, sui ruderi della quale, in epoca successiva, la popolazione dei volsci ha istallato una necropoli di grande importanza, con numerose tombe a fossa di forma rettangolare, all’interno delle quali sono stati rinvenute suppellettili che facevano parte del corredo funebre. Abbiamo recuperato numerose anfore, coppe per il vino e gioielli, databili attorno al V secolo a.c. La speranza è che il risultati ottenuti con i lavori di scavo effettuati a Casale del Giglio dal 2004 ad oggi, a cura dell’Università di Amsterdam, possano essere esposti, mettendo a disposizione strutture inutilizzate, quali capanna Murata o il Casale restaurato di Borgo Montello, affinché i reperti, conservati oggi presso la Cartiera di Borgo Le Ferriere, siano visibili a tutti”. La professoressa Gnade, durante il convegno ha annunciato anche che presso Villa Giulia a Roma, (sede del Museo Nazionale Etrusco, fondato nel 1889 allo scopo di raccogliere insieme tutte le antichità pre-Romane del Lazio) è stata allestita una sala dedicata ai reperti archeologici ritrovati a Satricum nell’800, che sono stati sistemati nella sala Poniatowski, visitabile dietro speciale autorizzazione.  Gli altri relatori: Ingegnere prof. Piero Rovigatti (università di Chieti e Pescara) ed il pres. archeoclub Aprilia Giovanni Papi Sono state registrate, inoltre, le testimonianze del geometra Sandro Mascitti, (presidente collegio geometri di Latina), dell’assessore Affari Generali del Comune di Aprilia, Luigi Bonadonna, del presidente sezione  Turismo della Confindustria di Latina, Sergio Arienzo, del vice presidente Ance di Latina, Angela Visca, del vice presidente dell’Ordine degli Architetti Gina Preti. Ideazione e coordinamento Michele Magliochetti (che ha coordinato il dibattito), Giovanni Papi ed Elisabetta Casoni.  In collaborazione con gli architetti Ugo De Angelis e Salvatore Perez. RESTERÀ IN VISIONE UN PERCORSO ESPOSITIVO, PRESSO LA SALA CONFERENZE DELL’ISTIUTO MAJORANA, COMPRENSIVO DI TAVOLE SUGLI SCAVI DI SATRICUM – BORGO LE FERRIERE E DI APRILIA CURATE COME SEMPRE DAI PROFESSIONISTI DELL’ASSINARCH ED ARCHEOCLUB D’ITALIA SEZIONE DI APRILIA. LA MOSTRA RESTERÀ APERTA AL PUBBLICO FINO AL 30 APRILE. A CONCLUSIONE DEL PERCORSO CULTURALE, IL 4 MAGGIO, È PREVISTO UN CONVEGNO DURANTE IL QUALE SI AFFRONTERÀ IL TEMA DELLA BONIFICA. PARTECIPERÀ IL CONSORZIO DELLA BONIFICA DELL’AGROPONTINO.
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