sabato 11 febbraio 2012

Sermoneta:L'olio de La valle dell'Usignolo.


Lo scorso anno ha vinto il premio come miglior olio “fruttato leggero” e anche quest’anno ha ricevuto una menzione speciale nel Concorso “L'olio delle Colline”, confermandosi uno dei prodotti migliori d'Italia e contribuendo, insieme agli altri produttori sermonetani, a rendere questo territorio un'eccellenza a livello nazionale per il settore olivicolo. L'Azienda agricola La Valle dell'Usignolo, da oltre un secolo si dedica con passione all'olivicoltura, tramandando di padre in figlio i segreti della molitura perfetta. Dal bisnonno Titta Palombo al nonno Giuseppe, e poi al padre, anch'egli Titta: oggi, Giuseppe Palombo sta contribuendo a rendere Sermoneta la terra per eccellenza dell'olio. “Qui le piante fanno un prodotto eccezionale, grazie ad un clima mite e ad una terra che si presta a questo tipo di coltivazione”, spiega Giuseppe. “Si distingue a livello nazionale perché è un olio di mezzo: non è spietato come quello siciliano e non è dolciastro come quello che viene prodotto al Nord. Già i Romani conoscevano la particolarità di questo territorio e non facevano a meno dell'olio dei Lepini a condimento dei loro piatti”. Oggi quest'olio prelibato rappresenta una delle eccellenze della mensa scolastica di Sermoneta, grazie al progetto di filiera corta portato avanti dall'Amministrazione comunale che permette di servire ai bambini i migliori prodotti espressione del territorio tra cui, appunto, l'olio. “Non solo – aggiunge Palombo –: l'olio di Sermoneta finisce sulle tavole di mezza Europa, abbiamo clienti affezionati che da anni servono a Londra il nostro prodotto”. Per essere di qualità, l'olio de La Valle dell'Usignolo è curato in ogni dettaglio: dalla raccolta delle olive, che devono essere verdi e lucide, tendenti all'invaiatura, fino alla molitura e l'imbottigliamento. Dopo tanti anni, a Sermoneta è stato riaperto anche il frantoio: dalla raccolta alla molitura direttamente sul nostro territorio. “Per imporci sui mercati internazionali dovremo sempre fare attenzione alla qualità del prodotto. Le nostre potenzialità vanno sviluppate e dobbiamo essere noi i primi a crederci. Anche perché, rivalutare l'olivicoltura significa ridare impulso all'agricoltura e riqualificare il nostro territorio ed abbiamo tutte le carte in regola per essere, con orgoglio, un’eccellenza”, conclude Giuseppe Palombo.
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