venerdì 30 dicembre 2011

Sermoneta si rifà il look.


Sono in dirittura d’arrivo i lavori di restauro e valorizzazione di un simbolo di Sermoneta, le mura rinascimentali che circondano il perimetro urbano. Per questa opera il Comune aveva ottenuto un primo finanziamento di 130 mila euro dalla Regione Lazio per la progettazione dei lavori; successivamente, sempre la Regione ha stanziato 1 milione e 80mila euro che, insieme ai 120mila euro stanziati dal Comune, hanno permesso l'avvio dei restauri. Il lavoro della maggioranza, incentrato sul recupero urbanistico e la realizzazione di nuove importantissime opere pubbliche nelle borgate, non ha mai perso di vista la politica di valorizzazione del centro storico avviata da tempo per rendere Sermoneta ancora più affascinante ed attrattiva. Questo intervento ha compreso non solo il restauro di un altro tratto delle mura, che va dal bastione di Torrenuova, passando per il Pomerio di Porta Sorda, Portella e fino all’area esterna di Porta San Nicola. Inoltre, è stato realizzato il tetto e sta per essere completato il restauro del vecchio lavatoio, il recupero del giardino degli Aranci, un polmone verde per centro storico, che sarà finalmente aperto al pubblico ed attrezzato con parco giochi, panchine, un’area museale e un anfiteatro con vista sulla pianura pontina che offrirà un panorama mozzafiato degno della bellezza di Sermoneta. Un parco che sarà a disposizione di residenti e turisti, anche disabili visto che sono state abbattute le barriere architettoniche. Avviato nel 1998 il recupero di questo importante monumento, con opere di restauro conservativo e con la realizzazione di un itinerario museale lungo il perimetro all’esterno e all’interno del centro antico, questa amministrazione sta completando i lavori per portare a termine il recupero di un’altra parte delle mura. Sono stati già restaurati diversi tratti di bastioni, sistemate aree didattiche dotate di teche illustrative e attrezzature accessibili ai disabili, creati percorsi, giardini, illuminati i punti salienti, il tutto per due terzi circa dell’intero perimetro. Il progetto generale, curato da un gruppo di professionisti coordinati dall’architetto Anna Di Falco, ha preso l’avvio da un’attenta ed approfondita ricerca storica che ha confermato l’unicità di Sermoneta come città fortificata, ancora racchiusa dentro le sue mura e unico esempio nella zona di  difesa “moderna” del XVI secolo, in grado di contrastare le armi da fuoco. Il “Papa guerriero” Alessandro VI Borgia sottrasse Sermoneta, nel breve periodo del suo papato, ai Caetani, per ristrutturarne le difese e controllare in questo modo l’area della Campagna e della Marittima, nonché la strada che da Roma portava a Napoli. È a questo Pontefice che si devono i lavori di adeguamento difensivo del castello, lavori che hanno riguardato la costruzione della batteria dei cannoni, del rivellino, del camminamento coperto e delle sei linee difensive intorno alla torre del Maschio. I Caetani nel 1503, una volta tornati in possesso del ducato di Sermoneta, ripresero i lavori di fortificazione estendendoli a tutta la città: lavori che dureranno per i successivi due secoli. “Se il centro antico di Sermoneta gode da sempre della fama di centro meglio conservato del Lazio meridionale (ricordiamo che è Bandiera Arancione e Destinazione Europea d'Eccellenza) è anche grazie alla presenza del Castello Caetani ed all’attività di tutela esercitata, nel tempo, dalla Fondazione Caetani, dagli amministratori e dagli abitanti di questo borgo. Le mura urbane di Sermoneta, insieme al castello e al centro antico”, spiegano il sindaco Giuseppina Giovannoli, l’assessore ai Lavori Pubblici Grandi Opere Gilberto Montechiarello, “costituiscono una eccellenza monumentale da salvaguardare e valorizzare. Cosa che l’amministrazione comunale sta puntualmente facendo”.
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