venerdì 12 agosto 2011

Sermoneta: Raccolta rifiuti, si studia il “dopo Ama”.


Sermoneta fin dal 2004 risulta essere uno dei Comuni “modello” per quanto riguarda la raccolta differenziata, tanto da essere ancora oggi, dopo sette anni, il primo Comune della Provincia di Latina per la percentuale di rifiuti avviati al recupero e tra i migliori di tutto il centro-sud Italia. Il servizio è attualmente gestito dalla società Ama-Servizi Ambientali, la quale tuttavia ha avviato la procedura fallimentare. Di conseguenza Sermoneta, così come tutte le città servite dalla società municipalizzata in questione, dovrà riorganizzare il servizio ed optare per una gestione alternativa della raccolta dei rifiuti. Su questa linea sta lavorando l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppina Giovannoli: “L’obiettivo rimane quello di dare continuità ad un servizio che fino ad oggi ha rappresentato un’eccellenza, confermata anche dall’ennesimo premio come comune riciclone ricevuto pochi giorni fa da Legambiente”, spiega. “Siamo di fronte ad una scelta obbligata che tuttavia non sarà avvertita né dalla popolazione, che continuo a ringraziare per aver scommesso e vinto insieme a noi in questa avventura, né dai lavoratori che continueranno a svolgere le loro mansioni”. L’Ama, dalla fine d’ottobre, non potrà più garantire la raccolta dei rifiuti. L'Amministrazione comunale, come ha già espresso nell'ultimo Consiglio Comunale dal capogruppo Claudio Damiano intende, comunque, mantenere una gestione pubblica dei rifiuti. Su questa strada, escludendo la possibilità di costituire una società propria del tipo “Sermoneta Ambiente”, una strada già sperimentata da comuni limitrofi (Latina Ambiente, Cisterna Ambiente) con risultati nettamente al di sotto delle aspettative e peraltro onerose per l'Amministrazione e i cittadini, non restano che altre due possibilità: confluire all'interno di Lazio Ambiente Spa, o di espletare una gara pubblica ad evidenza europea. Entrambi i percorsi rispettano pienamente i principi e lo spirito dell'ultimo referendum, così come evidenziato anche dalla nota dell'Anci. Il percorso di Lazio Ambiente oggi appare alquanto improbabile, sebbene in questo senso sono avviate intense relazioni con l'Amministrazione Regionale stessa, perché è una società pubblica ma di recentissima istituzione, che appare poco strutturata per espletare già da ottobre il servizio di raccolta rifiuti. La strada dell'affidamento attraverso gara ad evidenza europea appare oggi quella più percorribile. Il Comune rimarrebbe in pieno possesso dell’organizzazione del servizio e della modalità di raccolta, l’individuazione delle filiere di separazione del multimateriale e le deleghe per il conferimento dei materiali selezionati ai vari consorzi di recupero. Pertanto, appare evidente che anche in questo caso non vi sia alcuna privatizzazione del servizio. Chi oggi propone l'allungamento dei tempi attraverso artificiose discussioni, lo fa solo con il bieco spirito di creare un disservizio sul quale poi poter peculare politicamente. Ciò comporterebbe un evidente danno per i cittadini e oneri economici per l'Amministrazione stessa. Sul tema dei rifiuti, così come in passato, l’Amministrazione comunale si sta muovendo con quel senso di responsabilità, affinché il servizio garantisca le attuali condizioni di lavoro e retribuzione del personale impiegato, che siano utilizzati mezzi a basso impatto ambientale, che venga avviata una fase di riutilizzazione nel territorio del rifiuto umido attraverso la fornitura di compostiere domestiche, che venga messa in atto una specifica attività di raccolta per ridurre la quantità dei rifiuti da destinare a separazione successiva. Tutto questo per mantenere basso il costo del servizio per l’utenza e ricavando risorse economiche dalla vendita dei materiali separati.
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