venerdì 12 agosto 2011

CAMPODIMELE: TRASFERITO IL MONUMENTO AI CADUTI.


Il 21 agosto avverrà a Campodimele una cerimonia pubblica per inaugurare la nuova piazza definita con lo spostamento del Monumento ai Caduti che, eretto nel dopoguerra al centro di essa, impediva la circolazione veicolare nel doppio senso di marcia, creando il pericolo d’incidenti.  Il sindaco Roberto Zannella ed il suo predecessore, Aldo Lisetti, divenuto Delegato provinciale alla Sicurezza Sociale, chiesero d’intesa ed ottennero, nel 2009, dal Presidente della Provincia Armando Cusani un contributo per sostenere le spese necessarie al “trasferimento” del Monumento appunto per  favorire il transito di automezzi e recuperare ampi spazi di parcheggio. Alle valutazioni di miglioramento urbanistico e di sicurezza stradale, - affermarono Zannella e Lisetti - si aggiungono motivi etici e pratici di rivalutazione di un monumento dedicato a quell’ideale “Percorso della Memoria” che il Presidente Cusani, con grande impegno e determinazione, ha voluto sviluppare in tutti i Comuni che hanno maggiormente sofferto gli eventi bellici, dopo la concessione, nel 2005, della Medaglia d’Oro al Merito Civile al Gonfalone provinciale da parte del Presidente della Repubblica.  Una nuova tessera di merito si aggiunge, quindi, al mosaico delle iniziative pro Campodimele, Comune, che – è bene ricordarlo – vanta molti primati positivi: “Borgo tra i più belli d’Italia”, “Bandiera Arancione”, “Popolazione tra le più longeve del Mondo”, “Città del Verde” ed altri, nonostante sia il più piccolo della Provincia. A Campodimele, peraltro, è stato realizzato, dall’inizio del nuovo millennio, un vero museo all’aperto con opere importanti, tra le quali i monumenti al “Pastore”, a “Padre Pio”, alle “Donne dei monti Aurunci, Ausoni e Lepini vittime della Seconda guerra mondiale”, all’Emigrante. Sono stati realizzati, inoltre, l’Anfiteatro, il Palazzo della Cultura, il “Portale di bronzo” alla Chiesa di San Michele Arcangelo, il mosaico con la riproduzione del paesaggio campomelano affrescato in Vaticano da Egnazio Danti nel XVI secolo, il recupero e restauro del Mulino ad Acqua del XVI secolo e tante altre opere. Esse hanno portato il paese, dalle antiche radici silvo-pastorali, sulla strada dello sviluppo turistico, con l’auspicio che potrà dare un futuro migliore alla popolazione locale.
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