mercoledì 1 giugno 2011

APRILIA - NUCLEARE: L’AMBIENTE, L’UOMO E LE SUE PAURE.




Si è svolto il 31 maggio 2011, presso l’Agrochimica Pontina, della Via Nettunense ad Aprilia, il dibattito “Nucleare: l’ambiente, l’uomo e le sue paure”, organizzato dal Coordinamento delle Libere Professioni, presieduto da Fabrizio Martinelli. L’incontro è stato pianificato in vista del Referendum sul Nucleare del 12 e 13 giugno prossimi. L’obiettivo è stato quello di fornire chiarimenti sull’energia nucleare, sulla sicurezza e sul fenomeno della radioattività lontano da condizionamenti politici. Davanti ad un’aula gremita, la relazione dettagliata del professor Alfonso Esposito, Direttore del Servizio di Protezione contro le Radiazioni dell’Istituto di Fisica Nucleare (INFN di Frascati). Il professor Esposito ha fornito, per iniziare, le nozioni basilari sul nucleare partendo da alcuni cenni storici e affrontando poi il problema legato alla radioattività naturale presente nel nostro Paese. “Da prima della comparsa dell’uomo sulla terra - ha esordito il direttore dell’INFN di Frascati – le radiazioni erano presenti in natura. Nel XIX secolo sono state fatte una serie di scoperte, ad iniziare dalla presenza della radioattività, sia naturale che superficiale. Fu il fisico tedesco Guglielmo Roentgen nel 1895 a scoprire i “raggi x”, nel 1896, il francese Enrico Becquerel ebbe un’intuizione osservando le tracce lasciate dai sali di uranio su una lastra fotografica e scoprì la radioattività. La prima radiografia risale al 1895, l’anno dopo ci fu la prima immagine vascolare eseguita con un mezzo di contrasto. Dunque la scienza ha aperto le porte al nucleare, approfondendo gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi. Sempre nel 1896 iniziarono a manifestarsi, e ad essere studiati, i primi effetti negativi delle radiazioni sull’essere umano. Ma che cos’è la radioattività? Non è altro che un processo fisico-atomico attraverso il quale alcuni nuclei atomici decadono e quindi disperdono pian piano, seguendo una catena di decadimento, delle componenti radioattive. In natura questo fenomeno è particolarmente presente. Basti pensare al radon che si trova nelle costruzioni edilizie. Ci sono delle aree, anche in Italia, considerate ad alto fondo di radioattività naturale – spiega ancora Esposito - (Il fondo di radioattività naturale è il fondo naturale di radiazioni ionizzanti dovuto a cause naturali e che è possibile rilevare ovunque sulla Terra. Il fondo di radioattività naturale è di origine sia terrestre (dovuto a isotopi radioattivi di elementi naturali contenuti nella crosta terrestre), sia extraterrestre (i raggi cosmici). La media mondiale della dose equivalente di radioattività assorbita da un essere umano e dovuta al fondo naturale è di 2,4 millisievert (mSv) per anno. Questo valore deve costituire il riferimento per stimare eventuali valutazioni di rischio radioprotezionistico. Tuttavia il livello naturale del fondo naturale di radioattività varia significativamente da luogo a luogo). Tra le aree ad alto fondo, dicevamo, c’è anche la regione Lazio dove la dose equivalente media valutata per la popolazione è di 3,4 mSv/anno. Tuttavia la radioattività è presente in molti luoghi della società civile: sull’aereo, quando facciamo una lastra o una scintigrafia, nei fertilizzanti, nelle porcellane, nel tabacco, nel vetro e addirittura nei libri”. In chiusura il professor Alfonso Eposito ha aperto una finestra sull’incidente avvenuto presso la centrale nucleare di Fukushima in Giappone, “un incidente quasi improbabile – ha spiegato il direttore dell’INFN – avvenuto ad una struttura di alta tecnologia. Il problema naturalmente è stato lo Tsunami. L’impianto anche se bloccato non può impedire al nucleare di sprigionare radioattività. I danni veri e propri però si vedranno solo tra molti anni. La gestione di una centrale deve essere affidata allo Stato, ed è vero che in relazione agli oltre 500 impianti nucleari presenti nel Mondo, sono stati molto pochi gli incidenti rilevanti. Incidenti che naturalmente data la portata dell’evento impressionano di più la popolazione. Per cui è guardando al futuro che ci dovremmo porre delle domande anche in relazione delle scorie nucleari, che verranno stoccate e che saranno un problema solo fra decine di anni. Il vero problema resta però il fabbisogno energetico mondiale. Che aumenta sempre di più e per farvi fronte non ci sono al momento molte alternative al nucleare. La Germania sta rinunciando al nucleare, ma importerà energia dalla Francia, come fa oggi l’Italia. Questo si tramuta in problemi sia tecnici sia economici per i paesi coinvolti. La risposta contraria al nucleare può arrivare solo dalla ricerca scientifica. Bisogna investire in questo senso per poter approfondire i campi: del solare fotovoltaico, delle tecnologie in mare aperto, del nucleare a fissione con l’utilizzo del ciclo del Torio, nel nucleare a fusione con la costruzione del primo reattore a fusione e nello studio di combustibili liquidi meno inquinanti (idrogeno). Primo fra tutti si dovrebbe arrivare anche ad un processo culturale tramite il quale le persone possano imparare il vero concetto di risparmio energetico e di riciclo. Senza però dover penalizzare la ricerca e tanto meno il ricorso al nucleare che in medicina, soprattutto per la cura dei tumori, ha prodotto numerosi risultati. A voi le considerazioni finali”. Il presidente del Coordinamento Libere Professioni di Aprilia, Fabrizio Martinelli, ha omaggiato poi il professor Esposito con due pubblicazioni realizzate dai professionisti della città, ringraziandolo per la presenza al convegno e per il prezioso contributo dato sul tema.
Share on :

0 commenti:

Posta un commento

 
© Copyright Agropontinonotizie.com 2011 - Some rights reserved | Powered by telegolfo.com.
Template Design by cb-informatica | Published by cb-informatica and cb-informatica