venerdì 22 aprile 2011

Latina: 25 aprile, messaggio del Commissario Straordinario, Prefetto Guido Nardone.


Nell’anno del 150° dell’Unità d’Italia, assume certamente un significato ancor più forte la ricorrenza del 25 Aprile, giornata della liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista. E’ la giornata che celebra la conquista della libertà di un popolo che seppe reagire, resistere e combattere riappropriandosi della dignità, dell’onore e dei valori fondamentali di un ordinamento democratico. E’ una ricorrenza che trova il suo nella volontà collettiva di alzare la testa, di riconquistare un orgoglio nazionale, di riappropriarsi di valori perduti di dignità della persona umana e soprattutto nella determinazione di lasciarsi alle spalle per sempre un vergognoso passato gravido di ombre e di errori, di scrollarsi di dosso il peso intollerabile di una dittatura che aveva portato l’Italia alla negazione dei diritti fondamentali di libertà e di democrazia, all’abbraccio mortale con la Germania nazista, all’infamia di leggi razziali, all’orrore di una guerra devastante, alla vergognosa dissoluzione dell’otto settembre, ad una sanguinosa guerra civile che aveva contrapposto italiani contro italiani. Coltiviamo questi valori che sono stati posti alla base della nostra Carta Costituzionale, non dimentichiamo che il nostro Paese, che vive una stagione di democrazia e di progresso, ha subito e subisce ancora il pericolo gravissimo della contaminazione della criminalità organizzata, è minacciato dal terrorismo internazionale, avverte ancora pesantemente il dramma della mancanza di lavoro. Non perdiamo la memoria d’eventi che in un secolo e mezzo di storia italiana ed europea hanno così profondamente trasformato la nostra comunità e le coscienze. Non dimentichiamo che si è finalmente realizzato un disegno che parte da lontano, dai padri del nostro Risorgimento, e da coloro che, in tempi più recenti, con eroica coerenza, mantennero fede alle proprie convinzioni d’uomini liberi. Penso a Mazzini e all’Associazione Giovine Italia da lui fondata in esilio più di un secolo e mezzo fa e alla sua profetica visione di un’Europa Unita. Penso in tempi più recenti ad Altiero Spinelli ed al suo manifesto di Ventotene, elaborato durante il soggiorno forzato cui era stato costretto dal regime fascista. Penso a De Gasperi ed altri statisti italiani che assieme ad Adenauer, a Schumann, a Spaak e ad altri uomini di stato europei, seppero costruire, dalle macerie della guerra più crudele della storia dell’Umanità, che aveva lasciato sul campo 50 milioni di morti, una prospettiva concreta di comune sviluppo economico, di coesione sociale, di convivenza pacifica fra popoli diversi. Ricordiamo i padri del nostri Risorgimento, gli eroi delle guerre di indipendenza, gli storici, i pensatori, gli statisti che seppero realizzare il sogno dell’unità nazionale. Ricordiamo i nostri martiri, coloro che immolarono la vita per mantenere fede ai propri ideali e lasciarci in eredità una patria unita e democratica. Ricordiamo i nostri caduti di tutte le guerre. Invitiamo i nostri giovani a visitare i sacrari dei nostri caduti, a leggere le date di nascita e di morte delle centinaia da migliaia di giovani che lasciarono la vita sui campi di battaglia del Carso, in mare, in terra straniera. Molti di loro erano solo dei ragazzi che non tornarono più a casa, dalle loro mamme. Molti lasciarono giovani spose e bambini in tenerissima età. Ricordiamo e rendiamo onore ai tanti italiani, agli innumerevoli uomini e donne d’ogni paese, che in ogni parte d’Italia vissero e combatterono la Resistenza nelle sue diverse manifestazioni, ricordiamo i nostri soldati di Cefalonia, delle isole dell’Egeo, i nostri marinai e tanti altri che non vollero sopportare il disonore di cedere le armi alle truppe tedesche. Ricordiamo le centinaia di migliaia di soldati che rifiutarono di collaborare con i nazisti e scelsero, per questo, l’internamento nei campi di concentramento. Molti non sono più tornati. Ricordiamo tutti la stagione del nostro ultimo Risorgimento, e trasmettiamo il ricordo ai nostri giovani. Aiutiamo i nostri giovani a capire quanto straordinario sia stato il cammino che i nostri padri hanno percorso per aprire la strada al rinnovamento morale e materiale della Nazione. Ma soprattutto diamo ai nostri giovani l’esempio che i nostri padri hanno lasciato in eredità a noi e del quale dobbiamo dimostrare d’essere degni: impegniamoci, tutti, dai titolari delle pubbliche responsabilità ai comuni cittadini, a fare il nostro dovere nel lavoro, nella famiglia, nella società. Facciamolo semplicemente ma con convinzione, nel rispetto di tutti quelli che lo hanno fatto fino in fondo, fino al sacrificio della loro vita, nella loro azione per la difesa e la sicurezza di tutti noi. Diceva Brecht: fortunato è quel paese che non ha bisogno d’eroi. L’Italia ne ha avuti tanti nel suo recente passato e tanti ne ha ancora al giorno d’oggi. Penso ai servitori dello Stato come Falcone e Borsellino, agli uomini delle Forze dell’Ordine, ai nostri soldati impegnati in missioni all’estero che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere. Nel loro ricordo celebriamo il 25 aprile, sentendoci orgogliosi d’essere italiani ed impegnandoci a non allentare mai la tensione, soprattutto in un momento di difficile congiuntura e d’aspre inquietudini, nella nostra opera quotidiana di lavoratori e di cittadini italiani.
Share on :

0 commenti:

Posta un commento

 
© Copyright Agropontinonotizie.com 2011 - Some rights reserved | Powered by telegolfo.com.
Template Design by cb-informatica | Published by cb-informatica and cb-informatica