mercoledì 13 aprile 2011

La Passione di Maenza, verso la 42a edizione, 22/4/11.

















Dalle prove di scena a quelle generali. E’ a punto la macchina organizzativa, a Maenza, per la 42esima edizione della Passione di Cristo, che si svolgerà il 22 aprile prossimo per le vie del caratteristico centro lepino. 350 i figuranti – tutti rigorosamente locali, che la sera del venerdì santo portano in scena le fasi storiche della cattura, condanna e morte di Gesù. “Una Passione che è radicata nel cuore dei maentini” – dichiara il presidente Roberto Ciccateri ricordandone le radici antichi e semplici. Tutto prese le mosse dalla voglia di un semplice e forte parroco di paese, Padre Fastella, di far comprendere appieno alla sua comunità il significato più autentico della Passione di Cristo. Fu così che alcuni giovani ed anziani del posto iniziarono, sotto la sua guida, a rappresentare per le strade del paese alcuni brani dei Vangeli. Con il passare degli anni, la piccola rappresentazione di paese s’è fatta evento, fino al punto da essere definita dal Corriere della Sera “una delle più belle manifestazioni del genere in Italia”. Lo scorso anno persino il regista Enrico Vanzina, presente a Maenza nell’occasione, ha pubblicamente manifestato la sua meraviglia per la straordinaria capacità dei maentini di rappresentare il dramma della Passione, al punto da ipotizzare scenari di collaborazione che certo accenderanno ulteriori riflettori nazionali sulla manifestazione. Va detto che per precisa scelta dell’Associazione, e nel rispetto di una chiara volontà di padre Fastella, gli “attori” della Passione di Maenza sono i maentini. Nessun ricorso a nomi eccellenti, insomma, nel segno di una tradizione che vuole l’evento esclusivamente espressione della capacità della gente comune di comprendere e rappresentare il dramma. Unica eccezione alla non notorietà dei protagonisti, il nome del costumista. Benito Trichei è nome noto nel panorama cinematografico e teatrale internazionale (ha vestito star come Richard Burton e Liz Taylor ed ha lavorato al fianco di registi come Fellini e Zeffirelli). Trichei in questi giorni sta lavorando alacremente per riadattare i costumi della passione, molti dei quali vengono per l’occasione acquistati direttamente a Cinecittà e provengono da set cinematografici d’eccellenza (fra questi, autentici pezzi della Passione di Mel Gibson). Sulla scorta dello straordinario successo dell’iniziativa messa in campo per la prima volta nella scorsa edizione, anche quest’anno saranno distribuite duemila tunichette a tutti i presenti: sarà un modo per rafforzare il concetto di evento di popolo della Passione di Maenza: i visitatori potranno partecipare da protagonisti alla Passione, vestendo il ruolo di “popolani” dell’epoca, vivendo da dentro il dramma della condanna e della crocifissione di Cristo, ed infine esultando nella straordinaria scena finale della resurrezione che chiude in Piazza Lepri, con incredibili effetti di luci, di suoni e di colori,  tutta la rappresentazione. “E’ una passione che viviamo davvero” – dice il direttore artistico Riccardo Loccia. “Non è un caso che il nostro Gesù, soffra fino al punto da star male per una settimana intera dopo la rappresentazione….Questo è evento che va oltre il rituale e la semplice proposizione di una tradizione locale. E’ essenza stessa dell’essere maentino, una manifestazione che incarna lo spirito, la devozione popolare, la storia stessa del nostro territorio, il nostro essere”. Per questo, l’Associazione sta pensando ad estendere l’eco della Passione a tutto l’anno. Si sta lavorando infatti ad un progetto ambizioso, che punta ad arrivare a proporre la sacra rappresentazione anche in estate, facendone così anche un elemento di richiamo turistico per Maenza. Fra le iniziative in itinere, anche un museo permanente dei meravigliosi costumi della Passione, da allestire nelle sale del castello baronale. Nelle more, l’appuntamento è per venerdì 22, con il consueto prologo in agenda per domenica prossima 17 aprile, domenica delle palme, con l’evento che apre ufficialmente i riti della settimana santa: la rappresentazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme (Piazza S. Reparata). L’appuntamento è alle 16,30, proprio all’ingresso del paese: sul dorso di un’asina, contornato dagli Apostoli, il Gesù di Maenza verrà accolto trionfalmente dal popolo. Nel percorso a piedi fino alla Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo (di fianco al Castello), si svolgeranno alcune scene particolarmente significative della vita di Gesù: il battesimo, l’incontro col centurione romano, il miracolo della guarigione del cieco, la cacciata dei mercanti dal tempio. Quindi il grande evento di venerdì 22 aprile, alle ore 20.30. Come si svolge: Si partirà da Piazzale san Rocco, ove si svolgeranno le scene dell’ultima cena e dell’orto degli ulivi. E’ una zona particolarmente suggestiva dal punto di vista ambientale, perfettamente somigliante alle alture di Gerusalemme e ai luoghi storici in cui avvenne la cattura di Gesù. In Piazza Santa Reparata, all’ingresso del paese, si svolgerà il tribunale di Hanna, laddove Gesù fu condotto dopo la cattura nel Getsemani. Nel rispetto del testo evangelico, che tace sulla reazione di Hannah davanti all'accaduto, e dopo un interrogatorio che a nulla approda, Gesù verrà inviato al sommo sacerdote Caifa. La scena di svolge in Piazza della Portella, l’antica piazza d’armi antistante l’austero palazzo Baronale di Maenza.  Qui, presente il Gran Sinedrio, Gesù subisce un nuovo interrogatorio per esser poi inviato a Pilato prima e ad Erode poi in quella Piazza Lepri dove, in un crescendo di musiche e d’emozioni, si consumerà poi anche il dramma della crocifissione e della morte della Cristo. Chiuderà la rappresentazione la suggestiva scena della Resurrezione.
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