sabato 26 marzo 2011

Latina: Al via il percorso per l’apertura di una sede operativa dell’ente S. Alessio.

Nella provincia di Latina risiedono circa 1.200 ciechi totali e parziali, circa 5.000 ipovedenti gravi e medio gravi mentre gli ipovedenti con residuo visivo non superiore a 3/10 risulterebbero almeno 10.000. Circa il 70% dei cittadini minorati della vista è di età superiore ai 65 anni, il 26% è di età compresa tra 19 e 64 anni, circa il 4% è di età compresa tra 0 e 18 anni. Questi i dati racchiusi in una lettera che l’associazione C.I.I.V.A onlus di Latina ha indirizzato all’assessore provinciale alle politiche sociali Fabio Bianchi. I risultati emersi da una ricerca sull’incidenza delle minorazioni visive effettuata dal CNR su ampi campioni della popolazione, avvalorati da un’indagine dell’Istat, del Ministero dell’Interno e dell’Inps impongono, secondo la C.I.I.V.A., una riflessione sulla necessità di istituire una sede operativa decentrata del Centro regionale S. Alessio-Margherita di Savoia per i ciechi nella provincia di Latina. «L’amministrazione provinciale da sempre vicina alle esigenze e ai bisogni dei disabili visivi residenti in Provincia – dichiara l’assessore Fabio Bianchi - avrà cura di sollecitare la Presidenza del Centro Regionale S. Alessio e gli uffici competenti della Regione Lazio per avviare in sinergia un percorso che porti all’apertura di una sede operativa del Centro nella nostra provincia. Una struttura decentrata offre la possibilità di mettere in campo interventi per l’assistenza postscolastica, riabilitazione ambulatoriale e domiciliare, assistenza e sostegno psicologico attraverso apposite convenzioni con Provincia, Comuni e Asl consentendo ai minorati della vista, di cui circa il 70% oltre i 65 anni, a non essere costretti ad arrivare fino a Roma per poter usufruire dei servizi che offre il Centro e avere a disposizione personale qualificato. Dalla documentazione che ho ricevuto dalla C.I.I.V.A. – continua l’Assessore provinciale alle politiche sociali – la fattibilità del progetto di decentramento del S. Alessio sarebbe possibile in quanto l’Ente stesso possiede un patrimonio immobiliare valutato circa 800 milioni di euro che portato alla massima redditività potrebbe permettere di acquisire le risorse economiche da destinare alla realizzazione e alla gestione dei servizi per gli utenti anche in centri periferici». Affinché l’Ente S. Alessio sia rappresentativo dell’intera Regione e delle sue province sarebbe necessario anche apportare modifiche alla L.R. 40/2003. «Sosterremmo con forza un’azione nei confronti della Regione – conclude Bianchi – in merito al ruolo e alle funzioni del Centro chiedendo che la gestione non sia più affidata esclusivamente alla figura di un organo monocratico ma ad un Consiglio di amministrazione composto da un rappresentante della Regione, uno di ciascuna della 5 province e da un rappresentante dell’associazione dei ciechi e ipovedenti rappresentativa della categoria».
L’assessore alle Politiche Sociali
Fabio Bianchi
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