venerdì 11 febbraio 2011

Il Comune di Latina e le scelte del futuro Sindaco.


La fase commissariale del Comune di Latina volge al termine: tre mesi ancora e i cittadini sceglieranno la nuova amministrazione comunale. Il Prefetto Nardone ha assolto il compito di Commissario con grande impegno con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche dell’Ente. Tuttavia, il compito del Commissario Prefettizio è inquadrato normativamente nell’alveo dell’ordinaria amministrazione. Il motivo è semplice: il Commissario è nominato e non eletto ed è uno strumento previsto dall’ordinamento per colmare il vuoto che si determina tra lo scioglimento e le nuove elezioni. Riteniamo che il Commissario in alcuni casi abbia compiuto degli atti che siano andati oltre l’ordinaria amministrazione e che si appresti a compierne altri ancora. Con grande lealtà mi pare doveroso segnalare al Commissario gli atti che debbano essere adottati dal nuovo Sindaco non essendovi ragione che siano anticipati in regime commissariale per due motivi: o rischiano di pregiudicare l’azione del nuovo Sindaco in alcuni settori o di avere durata temporanea, connessa alla scadenza del mandato del Commissario. In sintesi: i provvedimenti in materia urbanistica rientrano negli atti di programmazione e di pianificazione del territorio la cui importanza è giudicata così rilevante dall’ordinamento da affidarli come competenza al Consiglio Comunale, non alla Giunta, in quanto il Consiglio è l’organo più rappresentativo perché coinvolge con il Sindaco tutte le rappresentanze politiche di maggioranza e di opposizione. Dopo la variante in zona L il Commissario ha proceduto ancora con provvedimenti urbanistici o che incideranno sugli strumenti vigenti e futuri: le varianti o la vendita di aree non appare neppure sufficientemente motivata. La riorganizzazione del personale è scelta del Sindaco e il Commissario può svolgere un lavoro preparatorio ed istruttorio basato sull’analisi e la valutazione dei carichi di lavoro e ad ipotizzare un modello più efficiente e imperniato sulla trasparenza dell’azione amministrativa. Se decidesse di adottare provvedimenti e nominare dirigenti svolgerebbe un’azione non comprensibile per la portata limitata nel tempo e nelle funzioni, connessa al suo mandato. Sul trasporto pubblico ci sembra ragionevole una proroga limitata, anziché procedere ad un nuovo bando per il servizio da affidare nei prossimi 6 anni. Il costo previsto del servizio e di 26 milioni di euro. Il trasporto pubblico è una scelta strategica e la nuova amministrazione dovrà raccogliere la sfida di realizzare un profondo cambiamento del servizio per disincentivare l’uso del mezzo privato e migliorare la qualità dell’aria e della vita della Città. Perché procedere alla gara d’appalto? Spero che il Commissario Nardone voglia riflettere e tenere conto delle obiezioni avanzate.
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