giovedì 20 gennaio 2011

LATINA: SOLIDARIETA’ E SICUREZZA.

In 35 vivono sotto il ponte di via dei bonificatori, poco distante da Campo Boario. Sul ponte il traffico ininterrotto delle automobili, sotto la superficie un nucleo di immigrati rumeni, uomini e donne, appena arrivati dalla provincia di Turnu Severin. Questo rifugio per senzatetto è occupato da immigrati, da almeno cinque anni. Negli ultimi tempi il numero dei presenti ha subito varie oscillazioni. In alcuni periodi rimangono solo tre o quattro uomini. In altri momenti, come questo, c’è il pienone. Le condizioni abitative sono pessime: baracche di legno, cartone e plastica, nei pochi metri di argine, tra la campata del ponte e la riva del canale acque medie. Siccome sotto la campata non c’è più posto, qualcuno di loro ha issato una tenda. Tutti, anche le donne, vanno a lavoro a giornata. Ci sono nuclei familiari estesi e conoscenti dello stesso paese. Per fortuna i bambini più piccoli sono stati lasciati in Romania. Non è certo questo il solo sito occupato da senzatetto e  disperati in vari luoghi della città. Ecco una lista sicuramente incompleta: Via dei Fenici, Via dei Romani, canale acque medie, ex Kurly Kate, vari casolari abbandonati a Borgo Isonzo, Borgo Piave. C’è anche un senzatetto italiano che dorme in un portone in Via Pisacane. La stima, prudente,  degli abitanti delle varie baraccopoli è di 100-150 persone. Dobbiamo dire che nulla è cambiato rispetto al passato: si apre, tardi, dopo aspre  polemiche e  qualche morto per freddo e abbandono, un dormitorio. Nel quale vanno, in particolare, gli alcolisti. 20-30 persone. Poi basta. Sul resto delle situazioni silenzio. Non si capisce se non è conosciuto quello che accade o si spera che nessuno se ne accorga. I casi sono sotto gli occhi di tutti, c’è un’urgenza e la competenza del Comune è diretta. C’è urgenza dal punto di vista igienico sanitario, ma anche da quello della sicurezza. Nei giorni scorsi gli immigrati sotto il ponte sono stati fatti segno di gesti di intolleranza. Negli anni scorsi c’è stato anche il lancio di bottiglie incendiarie contro le baracche di Via dei Pionieri. E’ mancata una politica, una visione chiara del problema e su come affrontarlo. Se sarò eletto sarà realizzato un piano che coniughi gli aspetti umanitari e di solidarietà con quelli di sicurezza sociale. Gli sgomberi insieme alla mano tesa per aiutare e per assistere, soprattutto chi per malattia o che non ce la fa da solo. Un piano che tenga presente il diritto di Latina di non veder trasformato il territorio in una baraccopoli. La città dovrebbe poter offrire a chi viene per lavorare un rifugio meno precario, più umano.  Insieme a quelli che lavorano il popolo dei senzatetto è composto anche da alcolisti e da mendicanti. Un’umanità sofferente che non va lasciata morire in strada di freddo. Pensiamo a realizzare, con le risorse di cui disponiamo,  un piano di sgomberi delle baraccopoli che assicuri umanità e un minimo di  solidarietà sociale. Solo combinando questi due aspetti, quello della sicurezza e quello sociale, si può pensare di gestire validamente il fenomeno. Innanzi tutto è indispensabile una concertazione interistituzionale. Con i servizi, la sanità, le forze di polizia, che collaborano sinceramente con le associazioni che si occupano di queste persone. Superando gli attuali steccati, che finiscono solo  per nuocere al territorio. Operatori di polizia, insieme ad operatori sociali per monitorare e gestire, con continuità,  i fenomeni, nel quadro di un piano complessivo che preveda, dopo lo sgombero e gli abbattimenti, anche  aiuti, sostegno, rimpatri volontari, accoglienze per periodi di tempo limitato.
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