domenica 30 gennaio 2011

Latina promuove il recupero agronomico.


Latina, Portoscuso (Carbonia-Iglesias) e Cerreto Guidi (Firenze) insieme per il recupero agronomico e la promozione dei territori. Alla base di quest’importante successo, il recente Corso di viti-vinicoltura biodinamica moderna e degustazione didattica de “I vini biodinamici”, condotto dall’agronomo Leonello Anello. A far da cornice all’evento, patrocinato dal Comune toscano e dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Firenze, la splendida Villa Medicea di Cerreto Guidi, eletta a centro d’eccellenza per la ricerca umanistica scientifica. Due giornate impegnative dove ad essere posto all’attenzione dei partecipanti è stato un confronto aperto e non ideologico sugli studi ed i risultati pratici che da quasi trent’anni si ottengono in agricoltura e particolarmente nella viticoltura e nell’enologia, secondo i criteri scientifici del metodo biodinamico moderno. Ad accomunare le tre località, una vera e propria “politica del fare” nata prima dalla sinergia della ricercatrice Rita Mulas (capo progetto del Polo del Carignano e direttore tecnico dei convegni di Villa Medicea) con le amministrazioni locali di Portoscuso e Cerreto Guidi e poi con la giornalista Tiziana Briguglio, l’associazione Agroalimentare in Rosa e la Confesercenti Provinciale di Latina attraverso l’ iniziativa di marketing territoriale Visit Latina. Ad essere promosso, in particolare, l’agroalimentare di qualità che grazie all’applicazione di una sana politica agronomica rispettosa dell’origine e delle peculiarità espressive dei diversi territori, si fa interprete di realtà straordinarie come quelle emerse ad esempio in Sardegna con il recupero del Polo del Carignano (di cui proprio in occasione del seminario è stata consegnata la bozza di programma).  Obiettivo del progetto pilota che vede Rita Mulas affiancata da nomi illustri dell’enologia e della ricerca applicata italiana come Gaspare Buscemi, Leonello Anello, Daniele Marchi, Franco Mulas, Paolo Callioni e Manuel Amorini, oltre che dai rappresentanti istituzionali Maurizio Nuscis e Pierluigi Castiglione, la creazione di un centro vitivinicolo biodinamico con la costruzione di una cantina sperimentale ecologica e la ricreazione di una piccola base produttiva di qualità delle uve autoctone attraverso il reimpianto e la ristrutturazione dei vigneti  in aree non danneggiate dall’inquinamento industriale. Un progetto sicuramente applicabile anche a Latina dove la riconversione dei terreni, soprattutto dopo l’abbandono da parte delle grandi industrie, oltre alla realizzazione di un piano di zonizzazione viticola ed interventi ad hoc  di ricostituzione della fertilità del suolo, si può tradurre in un incredibile attrattore in grado di sviluppare innovative forme di turismo che possano permettere a questa parte del Lazio meridionale di presentarsi in tutte le sue meravigliose sfaccettature. Un lavoro certo non facile che a fronte di piccoli e mirati investimenti economici, può da subito garantire il recupero se non addirittura l’incremento degli introiti attraverso un’operazione di promozione turistico territoriale, com’è quella del Visit Latina, finalizzata a far diventare il “terroir” l’ambasciatore  di arte, storia, cultura, bellezze paesaggistiche, artigianato ed enogastronomia proprie dei trentatre comuni che compongono la provincia pontina. Da qui l’interpretazione sia per Latina sia per Cerreto Guidi e Portoscuso, di un turismo sostenibile attivo alla ricerca di nuovi equilibri tra uomo, natura e territorio, capace di interagire dunque con le variegate richieste di un pubblico attento alle peculiarità di luoghi sempre più visibili e riconosciuti.
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