mercoledì 12 gennaio 2011

Latina: L’Albergo Rosso al Teatro Moderno, 15-16/1/11.



Prosegue dopo le festività natalizie la ricca stagione serale al Teatro Moderno di Latina, ideata da Gianluca Cassandra. Ninetto Davoli affiancato dalla splendida Gabriella Silvestri, solcherà il palco del Moderno portando in scena, sabato 15 gennaio alle ore 21,00 e domenica 16 gennaio alle ore 17:30, lo spettacolo dal titolo L’Albergo Rosso, per la regia di Federico Vigorito.  L’Albergo rosso, scritto dal drammaturgo Pierpaolo Palladino, è un racconto così amaramente vero da rappresentare in modo realistico la vita romana della fine degli anni ‘30.  Tutto si svolge nella Roma popolare del 1936, anno in cui si misero le basi per la demolizione di uno dei più tipici quartieri della nuova capitale, la Spina di Borgo, (oggi via della Conciliazione) chiamato così per la sua forma a cuneo. Una famiglia d’artigiani costretta a trasferirsi proprio a seguito della distruzione del loro quartiere, si trova improvvisamente senza casa e senza bottega. La famiglia viene ospitata nell’Albergo Rosso, uno dei quattro alberghi di Garbatella costruiti per dare ricovero ai cosiddetti sfrattati del centro. La Storia entra nella vita famigliare mettendo a dura prova il precario equilibrio tra genitori e figli, costretti ad adeguarsi ad un futuro incerto. L’Albergo rosso prende spunto da un periodo storico ben preciso, la Questione Romana e i Patti Lateranensi. Nel 1929, si concluse infatti il contenzioso nato con lo Stato Pontificio. Per siglare tale magistrale colpo di diplomazia e politica interna ed internazionale, Benito Mussolini promosse la realizzazione di un’opera pubblica che prese il nome di Via della Conciliazione, volta a sancire la grandezza di tale avvenimento ma che sarà soprattutto causa di forti disagi. Il tessuto urbanistico e sociale venne alterato e sventrato della sua vera essenza. Gli abitanti del rione Spina di Borgo, dopo la sua demolizione, vennero “deportati” in quartieri dormitorio costruiti ad hoc, alterando così la loro vita e le loro abitudini. Palladino e Vigorito con l’Albergo Rosso porteranno sul palco, per usare le parole del grande Pasolini, una “maschera del teatro dell’arte”, “Una riserva senza fine di allegria”, Ninetto Davoli. Figlio di poverissimi immigrati calabresi, Ninetto era il ragazzo delle borgate romane, quello della “Roma di frontiera, diseredata ma pulsante di energia e sanguinante di assolute novità”. Egli è stato l’unico ragazzo che Pier Paolo Pasolini abbia amato davvero. Sarà, infatti, proprio Davoli a riconoscere il suo corpo ormai senza vita e sarà lui a piangere e urlare all’Italia la morte del grande poeta-profeta. Egli conobbe Pasolini casualmente sul set del suo terzo film dal titolo “La ricotta” e nel quale vi lavorava come carpentiere il fratello maggiore. L’allora quattordicenne Ninetto, con i suoi capelli ricciuti, gli occhi ridenti, la semplicità proletaria e l’ingenuità della sua adolescenza, incarnava perfettamente l’ideale dello scrittore. Da quel giorno e per lunghi anni Pasolini diverrà, per lo scapigliato Ninetto, il suo pigmalione, amante, padre, amico. Apprezzato dalla critica e dalla gente senza però mai dimenticare, Ninetto ad un certo punto volò via, verso nuovi traguardi televisivi, cinematografici e teatrali, arrivando fino alla sua attuale ma non di certo ultima fatica, L’Albergo Rosso.
Ninetto Davoli

Esordice come comparsa nel film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini. Un paio di anni dopo Pasolini lo sceglierà come coprotagonista, al fianco di Totò, nel film Uccellacci e uccellini (1966) e, successivamente, negli episodi La Terra vista dalla Luna (1967) e Che cosa sono le nuvole? (1968). Con Pier Paolo Pasolini, Davoli ha girato in tutto nove film, l'ultimo dei quali è Il fiore delle mille e una notte (1974). In televisione l'attore ha poi interpretato Calandrino nello sceneggiato Le avventure di Calandrino e Buffalmacco di Piero Pieroni e Carlo Tuzii, con Antonello Campodifiori e le musiche di Teo Usuelli. Nel 1979 recita nella commedia musicale Addavenì quel giorno e quella sera, insieme con Adriana Asti; le canzoni, in dialetto romanesco, sono tutte scritte da Antonello Venditti e cantate da Davoli, o da solo o in coppia con la Asti. Con Sergio Citti gira I magi randagi, nel 1996, e dopo una decina di anni di pausa torna nel film Uno su due di Eugenio Cappuccio, con cui ottiene critiche ottime e vince il premio Lara 2006 alla prima Festa del Cinema di Roma, e in Cemento armato, pellicola noir di ambientazione romana di Marco Martani: in questo frangente partecipa al documentario Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno (2001), di Laura Betti. Nel 2008 riceve il premio IOMA alla carriera. A parte la nutrita filmografia e i numerosi ruoli teatrali, Ninetto Davoli deve anche la sua grande popolarità al personaggio di "Gigetto", protagonista di un fortunato Carosello dei primi anni settanta: per la pubblicità dei crackers Saiwa recita, a partire dal 1972, la serie "Le canzoni alla Gigetto", in cui vestito da garzone di panetteria (in dialetto romanesco, cascherino) gira all'alba per Roma zigzagando con una bicicletta da trasporto, cantando a squarciagola alcune note canzoni di quegli anni, con un effetto comico esilarante.
Aperto dal martedì al venerdì 10.00-13.00 e 15.30- 18.30
Sabato e domenica 10:00 – 13:00 e 15:30- 21:00
Info e Prenotazioni Tel. & Fax 0773471928
Gruppi e Cral 3469773339
Ufficio Stampa 3393042242

Abbonamento 4 spettacoli intero € 58 ( 14,30 a spettacolo)
Abbonamento 4 spettacoli ridotto € 48 (12 a spettacolo)
Ingresso singolo spettacolo  € 20
Gli abbonamenti possono essere liberi od a posto fisso sia per il Sabato sia per la Domenica
www.modernolatina.it
Share on :

0 commenti:

Posta un commento

 
© Copyright Agropontinonotizie.com 2011 - Some rights reserved | Powered by telegolfo.com.
Template Design by cb-informatica | Published by cb-informatica and cb-informatica