venerdì 17 dicembre 2010

Nettuno: La presentazione del libro Roma Fascista (1924-1943). Le giovani "penne" nere dell'Urbe.

Lo scorso giovedì 16 dicembre 2010, la Sala dei Sigilli del Forte Sangallo, di Nettuno, ha ospitato la presentazione dell'opera di Francesca Imbiscuso, giovane 26enne nettunese, laureata in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma. Francesca Imbiscuso scirve per il settimanale di informazione di Anzio e Nettuno, Il Granchio, dal 2006 e dal 2009 è iscritta all'Albo dei Pubblicisti del Lazio. Nella vita si dedica ad attività culturali e benefiche: dal 2009 è "dama" accompagnatrice dei malati a Lourdes per l'Unitalsi. Il primo intervento è stato quello dell'assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione di Nettuno, Giampiero Pedace. "Sono davvero contento di essere qui - ha detto l'assessore Pedace - perché Francesca è una persona che merita, un vulcano di entusiasmo ed energie. Io ho letto tutto il libro e, devo dire, che ne ho tratto arricchimento culturale. Si tratta di un'opera interessante, condotta in modo neutrale. Vorrei, per questo, inserirla all'interno della raccolta Cento libri del comune di Nettuno, in modo che possa essere utile anche ad altri giovani. Auguro a Francesca - ha concluso Pedace - di proseguire su questa strada". Dopo l'assessore alla Cultura del comune di Nettuno, è intervenuto il direttore de Il Granchio, Ivo Iannozzi. "Ho ricevuto la chiamata di Francesca una settimana fa - ha raccontato Ivo Iannozzi - mi ha detto 'Ivo ti hanno avvertito per giovedì?' Io non sapevo nulla. Poi mi ha spiegato che si trattava della presentazione del suo libro e ho accolto l'invito con molto piacere. Ho conosciuto Francesca nel 2006. Suo padre mi diceva sempre di avere una figlia alla quale piaceva scrivere, io gli ho detto che, se voleva, poteva provare a collaborare con Il Granchio. Dopo un mese circa ho parlato con Francesca, ci siamo dati appuntamento in redazione e da lì sono passati quasi cinque anni. Sono davvero felice che sia uscita dalla nostra 'palestra' e le auguro una meravigliosa carriera, sia giornalistica che pubblicistica". A Ivo Iannozzi ha seguito l'intervento di Gianni Del Giaccio, giornalista de Il Messaggero "Anche io, come Ivo - ha detto Del Giaccio - sono felice che Francesca sia uscita dalla nostra palestra perchè, come molti di voi sapranno, io sono stato uno dei fondatori de Il Granchio. Vorrei cogliere lo spunto da Roma Fascista per parlare dei giornali di oggi. Nonostante ci sia libertà di stampa, esiste sempre un certo timore a raccontare notizie che riguardano questa o quella parte politica. E' per questo che vorrei esortare i giornalisti a recuperare il vecchio modo di fare giornalismo". Più storico l'intervento di Antonella Mosca, giornalista de Il Messaggero e Ansa. "Io sono partita da Roma Fascista per parlare più in generale degli intellettuali di epoca fascista - ha detto Antonella Mosca - Ho trovato alcuni dati dell'epoca che lasciano riflettere. Pensate, su circa 1.000 professori universitari, solo 13 ebbero il coraggio di non giurare fedeltà al regime e, per questo, vennero anche confinati. La condizione dell'uomo di cultura al tempo di Mussolini era molto difficile: o si decideva di prestare la penna al Fascismo pur di mantenere il lavoro o si rimaneva isolati. Molti scelsero la prima opzione anche solo per continuare a divulgare la cultura". L'intervento della giornalista ha proseguito con dati specifici dell'epoca, come la lettura delle veline, che venivano inviate ai giornali affinchè si scrivesse quanto il Duce voleva. "Notare come, dopo quattro ore di trebbiatura il Duce non fosse affatto stanco, si legge in una - ha continuato Antonella Mosca, infine - Faccio i miei auguri e i miei complimenti a Francesca per questa opera". Subito dopo gli interventi, l'autrice ha parlato in modo più specifico del libro aiutandosi con delle slide. "Roma Fascista è un settimanale nato nel 1924 - ha detto Francesca Imbiscuso - che nel 1935 viene rilevato dal gruppo Universitario Fascista di Roma e promosso ad organo ufficiale dello stesso Guf dell'Urbe. Le pubblicazioni terminano il 22 luglio 1943, tre giorni prima il crollo del regime fascista. L'opera è stata divisa in aree tematiche che coincidono con gli argomenti più trattati dai redattori di Roma Fascista sulle colonne del settimanale politico. Il mio lavoro è stato quello di affiancare agli articoli, dichiarazioni che i giovani universitari hanno rilasciato a posteriori, in interviste, o nello stesso periodo, in carteggi privati. Al tutto, ovviamente, fa da sfondo la storia del periodo, recuperata su volumi di storici autorevoli, come Renzo de Felice per la storia degli ebrei sotto il fascismo. Tra le firme più note di Roma Fascista - ha continuato l'autrice - ritroviamo Eugenio Scalfari, che nel 1942, per un breve periodo, sarà anche caporedattore del settimanale, nonostante dichiari all'amico Italo Calvino, altra firma, di aver abbandonato la carica di capo redattore subito dopo per 'divergenza assoluta di idee'; altre firme sono quelle del futuro giornalista de La Stampa e Il Giorno, Enzo Forcella; quella del filosofo Julius Evola, della scrittrice Milena Milani e del futuro giornalista del Corriere della sera, Ugo Indrio". Al termine della presentazione è stato dato spazio alle domande. Alla critica per non essersi schierata nel trattare un argomento del genere, Francesca Imbiscuso ha risposto: "L'opera è la trasposizione della mia tesi di laurea, per cui, la linea che ho portato avanti è stata quella della neutralità. Inoltre, in cinque anni di lavoro presso Il Granchio, ho imparato ad essere imparziale ed a riportare i fatti alle persone. E' a loro che lascio la facoltà del giudizio. E non credo che questo sia un difetto". La presentazione del libro è terminata con un brindisi e gli auguri di buon Natale.
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