venerdì 19 novembre 2010

L’Amministrazione Provinciale conferma il soccorso a Roma per i rifiuti.

La replica dell’Amministrazione Provinciale è disarmante. Si conferma che l’impianto si farà e che gentilmente la Giunta regionale ci concederà di risolvere i problemi di Roma. L’assessore provinciale conferma di voler bruciare “il tal quale” ossia il rifiuto così come prodotto dal cittadino e non la parte residua del processo di differenziazione che porta alla produzione di CDR, ossia il combustibile da bruciare all’impianto. La ragione è semplice: se si segue il processo di differenziazione e la trasformazione in CDR, il volume dei rifiuti da bruciare è costituito solo dal CDR e perciò una quantità molto ridotta di rifiuto trattato rispetto alla complessiva produzion e di rifiuti senza differenziazione. Il bando della Provincia presentato due anni fa, poi ritirato perché pieno di errori di impostazione, prevedeva un megaimpianto da 150.000 t di rifiuti “tal quale” da bruciare, utilizzando la tecnologia della torcia al plasma o la pirolisi. Nel primo caso, però, utilizzando la torcia al plasma si deve impiegare un enorme quantità di energia per bruciare il rifiuto tal quale, per l’evidente motivo che non è stato trattato e trasformato in CDR. L’enorme spreco di energia rende questa ipotesi insostenibile economicamente. L’utilizzo della tecnologia della pirolisi comporterebbe un problema diverso, ossia la produzione di ceneri altamente tossiche e in quantità significative, tale da comportare costi di smaltimento ugualmente alti. L’obiettivo di Cusani è sempre lo stesso, come emergeva dal bando di due ani fa e poi precipitosamente ritirato e che ora riemerg e: si vuole creare un’altra Acqualatina.  Un ambito territoriale ottimale (ATO) per i rifiuti e una società, magari la stessa di Acqualatina, per gestire l’affare rifiuti. IL resto sono balle: l’autonomia della provincia e da Roma. Esattamente il contrario. Facciamo acqua latina 2 e poi i rifiuti li portiamo dalla Campania o da Roma, come adesso si è deciso, con il sapore della beffa, oltre al danno, visto tutte le prese in giro con l’autonomia. Quanto alla spiegazione del perché portare cdr a San Vittore (Formia) o a Colleferro è molto semplice. Mentre per il conferimento in discarica vi è l’obbligo di tutti i comuni della provincia, in caso di realizzazione del termovalorizzatore, ciascuno comune può scegliere l’impianto a cui rivolgersi. Realizzarlo a Borgo Montello, a nord della provincia, oltre a non essere giustificato dall’attuale volume dei rifiuti, si avrebbe un ulteriore difficoltà dal fatto che il sud della provincia avrebbe a disposizione l’impianto di San Vittore a pochi km da Formia. Molto più razionale è la scelta di due impianti di trattamento meccanico- biologico per l’umido e il cdr da realizzare a nord e a sud della provincia per inviare il cdr a Colleferro per il nord e a San Vittore per il sud, così come previsto dal Piano approvato da Marrazzo con cui ha superato la fase di commissariamento della Regione per i rifiuti iniziata nel 1998 e terminata nel 2008. La stessa impostazione era stata confermata dalla Polverini salvi gli ultimi sviluppi.
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