mercoledì 6 ottobre 2010

Nettuno: “Editoria di poesia (per piccina che tu sia)” di Flaviabeatrice Mansella.


Nei primi tre giorni del mese d’ottobre si è svolta a Nettuno nel Forte Sangallo, la fiera dei piccoli editori nel Lazio “Editoria di poesia (per piccina che tu sia)” ed il primo festival dei poeti, dall'idea di Ugo Magnanti, in collaborazione con Enrico Pietrangeli (ufficio stampa e comunicazioni) e Dona Amati (relazioni esterna e sito web). Nel programma  si possono leggere, molti nomi noti, ma nello stesso tempo si dà ampio spazio a volti nuovi della Poesia. Tutti parlano in generale dell'evento, delle sue attività, ma vogliamo parlare, invece, del suo scopo principe. Lo facciamo con  la simpaticissima, Giulia Cherubini attiva nell'evento, anche come coordinatrice del tavolo dei poeti in tutte e tre le giornate. Come spiegherebbe ad un bambino il motivo fondamentale, per il quale si fa vivere una manifestazione sulla Poesia? Lo scopo è quello di dare spazio esclusivamente alla parola poetica. I poeti interpretano se stessi senza biografie, l'intento è far diventare i pezzi di carta una realtà da poter osservare e scrutare nella mimica ed inflessione dello scrittore. Tutto doveva  diventare un flusso di Poesia ininterrotto. Si voleva vedere il vissuto, non anagrafico, di chi scriveva; far vivere i libri, amarli, tirarli fuori dagli scaffali, dalle biblioteche, vivere con l'autore l'emozione che aveva dettato le parole, vederlo vivere la propria opera. E' vero che la Poesia sta scomparendo? Il problema è che ci sono molti più poeti  che lettori, chiunque oggi si può autodefinire poeta (senza voler togliere alcun merito a chi scrive). Un altro motivo è che la poesia vissuta sta scomparendo, vero, ma solo perchè si parla  tanto di lei, ma si fa parlare poco. Oggi la poesia, non è solo quella classica, ma ci sono molti generi, come si può vedere qui, in quello che Giulia chiama la "Babele dei linguaggi", vale a dire il tavolo dei poeti. Nel programma si legge della possibilità data alle scuole di visite guidate per gli studenti. Io sono stata qui tutto il giorno e di studenti guidati dalle scuole neanche la traccia; studenti, bambini, famiglie ma classi nulla. Torniamo al nostro parlare di Poesia con Giulia; con la domanda principale: il lato umano della manifestazione. Manifestazione che mette in carne ed ossa la Poesia, naturalmente non sono mancate le chiacchiere inutili, lo sbocco nella volgarità in ogni modo osannata; ma sono state solo piccole parentesi nello sfoggio poetico di persone speciali sia nel lavoro sia nella loro umanità. C’è stata modestia da parte di tutti, cosa difficile da riscontrare, senza distacco nei confronti del pubblico, volendo stare allo stesso livello emotivamente, fisicamente, senza proporsi su palcoscenici pomposi. Molto bello anche il legame creatosi tra la parola scritta e le altre idee artistiche collegatosi ad essa per far interagire tra loro, varie sfaccettature dell'arte. Ad amplificare il tutto la tecnologia: video e proiezioni. Continua Giulia: é stato un vero e proprio arricchimento personale, fin dalla preparazione. Chiamare i poeti, raccogliere il materiale è stato faticoso naturalmente, ma n’è valsa la pena, ho ricevuto da ognuno di loro uno spicchio della loro vita. "Dobbiamo amare senza paura i libri, rendiamoli vivi, non guardiamoli come oggetti di noia, ma come strumenti di gioco, di arricchimento personale, di vita". Parlando con Giulia si è fatto tardi, il Forte Sangallo è stato avvolto dalla sera, dalle stelle e da un leggero vento fresco che fanno da sfondo alle parole dei poeti. Chiudo allora quest’intervista  augurando a Giulia, a me stessa ed a tutti in generale che questa manifestazione sulla poesia abbia a ripetersi e che grazie anche all'ottimo lavoro di Giulia e tutte le persone che come lei hanno reso possibile tutto ciò, ognuno di noi abbia ora un piccolo posto nel cuore da dedicare alla poesia.
 Flaviabeatrice Mansella
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