mercoledì 13 ottobre 2010

Cisterna di Latina: II SETTIMANA della CULTURA POPOLARE.


La Famiglia Peruzzi protagonista, giovedì pomeriggio, in Aula consiliare dalle ore 18:30, nella presentazione-dibattito del libro “Canale Mussolini” vincitore del Premio Strega 2010. A presentare l’opera sarà lo stesso autore, Antonio Pennacchi, intervistato dalla nota giornalista Barbara Palombelli, con gli approfondimenti storici a cura di Agostino Attanasio, Direttore dell’Archivio Centrale dello Stato. Un appuntamento assolutamente di rilievo per la prima grande presentazione provinciale dell’opera che attraverso le vicissitudini della famiglia Peruzzi, ripercorre la recente storia del novecento fino all’epopea della bonifica pontina. E’ proprio la bonifica pontina il tema affrontato dalla II Settimana della Cultura Popolare, rassegna in corso di svolgimento a Cisterna organizzata dal Comune con il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Latina. La presentazione del libro sarà, dunque, l’occasione per un confronto storico-critico per analizzare un evento che ha radicalmente modificato la morfologia ma anche la geografia demografica ed economica di questa terra con tesi talvolta contrastanti tra loro. Il libro di Pennacchi narra di come Canale Mussolini sia l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. Poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. Una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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