mercoledì 6 ottobre 2010

Alle radici della vite (di Beatrice Della Bella).


Ottobre, mese di vendemmia: il profumo del mosto che invade l’aria, i cesti pieni d’uva, i bambini che corrono a rubare qualche grappolo… quasi ce ne dimentichiamo, ormai, nella nostra frenetica vita cittadina, mentre distrattamente facciamo la spesa al supermercato sotto casa per poi correre dietro ai nostri infiniti impegni quotidiani. Eppure, i nostri nonni lo sanno, fino a non moltissimi anni fa, quando ancora i ritmi dell’uomo dipendevano in tutto e per tutto dalla terra, si vivevano proprio in questo periodo giorni di grande festa che coinvolgevano non solo chi direttamente lavorava i campi ma l’intera comunità. Un’atmosfera che oggi è andata quasi perduta, ma che possiamo riscoprire grazie ad eventi come “Tra vigne e pascoli alla ricerca delle nostre radici”, mostra organizzata a Nettuno dal 9 al 24 ottobre a Forte Sangallo con il contributo dell’“Assessorato all’Arte, Sport e Politiche per i Giovani della Regione Lazio” e dell’Ufficio di Direzione “Beni, Servizi e Attività Culturali” della Provincia di Roma. Il Comune di Nettuno ha infatti risposto con entusiasmo al bando di concorso promosso dalla Provincia per rivalutare la viticoltura locale, assicurandosi la sesta posizione ed ottenendo così un contributo del 60% alla realizzazione del progetto. L’idea? Semplice. Lasciare che siano gli stessi attrezzi agricoli di un tempo, le fotografie d’epoca e gli strumenti musicali della tradizione popolare a raccontare ogni momento di questa antica quanto dimenticata realtà: la coltivazione e la vendemmia, attività fondamentali per la vita rurale fino al primo dopoguerra; la transumanza dei contadini che scendevano dalle montagne di Jenne, Filettino, Piglio e Trevi nel Lazio col loro bestiame; ed anche i canti che accompagnavano il faticoso lavoro nei campi. L’iniziativa prevede anche la proiezione di un documentario sulla coltivazione locale della vite e uno sulla transumanza, realizzato in collaborazione del Comune di Jenne, lezioni-concerto di musica popolare, dimostrazioni pratiche, seminari e visite guidate per le scuole della zona. Sono soprattutto i cittadini nettunesi, ritrovando la solidarietà e lo spirito di collaborazione del tempo, a rendere possibile e ricco il percorso: alcuni con le proprie fotografie, altri con gli attrezzi da lavoro con cura conservati, altri ancora col racconto vivido ed emozionato della vita di allora, rendono la mostra anche un’occasione per riscoprire i più anziani e l’immenso patrimonio culturale che avrebbero da regalare ma che troppo spesso rimane silenziosamente chiuso nella memoria.
Beatrice Della Bella
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