lunedì 27 settembre 2010

Moda, il made in Latina alla conquista di nuovi mercati».

«Il settore della moda, del tessile e della pelletteria made in Latina rappresenta uno dei settori di punta dell’economia della provincia pontina e di tutto il Lazio. In un incontro - spiega Gina Cetrone, consigliere regionale del Pdl –  svolto con gli operatori del settore sul territorio sono emersi alcuni dati rilevanti. Il primo riguarda la capacità di penetrazione dei prodotti del made in Latina in mercati internazionali come Cina e Giappone con un discreto successo nella vetrina d’oltreoceano. Dall’altra è stata evidenziata la necessità di proseguire su un tracciato, quello che è stato aperto con il piano programmatico per gli eventi fieristici, per la valorizzazione dei prodotti locali, il marketing e la promozione territoriale approvato dal presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. Come gli imprenditori del settore sono convinta che la ricetta migliore per rispondere alla morsa della crisi sia trovare vetrine sempre nuove in cui mettere in mostra la creatività, la qualità e l’eccellenza dei nostri prodotti. Il nostro obiettivo come istituzioni è impedire che questo comparto si trasformi in un fantasma sulla scena economica pontina e del Lazio. In questo contesto il singolo marchio è importante ma non è abbastanza. Insieme dobbiamo creare un sistema che sappia adeguarsi e non abbia paura di produrre e di mettersi in gioco su altri mercati. Dobbiamo comunicare esclusività e rappresentare nuovi modelli di cultura con cui creare il valore aggiunto dell’oggetto di lusso reagendo con lucidità e consapevolezza ai cambiamenti che stanno attraversando il sistema moda con imprese capaci di rapportarsi e inserirsi nel mercato e in tutti i luoghi della produzione e della commercializzazione. Abbiamo assunto la politica necessaria dell’internazionalizzazione delle imprese, la definizione e riorganizzazione delle filiere produttive fino alla commercializzazione ma non è abbastanza. Dobbiamo arrivare alla definizione di un modello organizzativo complesso e a forte contenuto tecnologico, innovativo e tenendo sempre in stretto raccordo, l’ideazione, la creatività con la qualità del saper creare e proporre la manifattura di eccellenza ampliando i mercati dall’interno. Le esportazioni fino a qualche tempo fa si orientavano solo verso l’Europa oggi l’imperativo è emergere sui nuovi mercati della Cina, del Giappone e di New York. È in questo quadro che l’insieme delle azioni che abbiamo definito e dovremo definire possono essere considerate capaci di costruire il futuro a partire dall’esistente quadro produttivo della provincia di Latina e del Lazio. L’unica strada per difendere il settore dal rischio di disperdere il suo capitale umano e di eccellenza è quello di concentrare le risorse su una strategia di avanzamento competitivo. La strategia che metteremo in campo deve mirare all’organizzazione con lo sviluppo di una nuova dimensione operativa e la crescita delle imprese in una nuova organizzazione della filiera. Il tutto contestualizzato in una strategia che faccia della distribuzione commerciale e dell’internazionalizzazione il nostro punto di forza con iniziative concrete per l’ etichettatura  obbligatoria dell’ origine dei prodotti, la tracciabilità dei processi produttivi, la reciprocità e parità sostanziale nelle regole commerciali».
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