giovedì 1 luglio 2010

A Forlì si sono incontrati i presidenti di circoscrizione d’Italia, tra cui Latina.

20 dei 26 comuni interessati dalla soppressione delle circoscrizioni comunali si sono trovati oggi a Forlì per condividere un documento unitario contro il taglio dei distretti amministrativi voluto dal governo e per la costituzione di un coordinamento nazionale composto dai presidenti delle circoscrizioni e dagli assessori al decentramento comunale. Erano presenti i comuni di Ancona, Bergamo, Brescia, Ferrara, Forlì, Latina, Livorno, Messina, Modena, Monza, Novara, Padova, Piacenza, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Taranto e Trento. Un lungo ed articolato dibattito iniziato sin dalla mattina che ha messo in evidenza la necessità di non disperdere l’importante patrimonio delle circoscrizioni che non rappresentano, come da tutti citato, il vero costo della politica, ma che sono, invece, la vera risorsa del territorio e l’anello di congiunzione tra i cittadini e il comune centrale. Le azioni poste in atto dal governo, infatti, con il collegato alla finanziaria 2010 e con l’introduzione della legge 42/10 ha previsto un contenimento dei costi della politica con la riduzione del 20% degli organi elettivi con la diminuzione dei consiglieri comunali fin dalle elezioni del 2011. In questa previsione legislativa sono finiti anche le circoscrizioni e i comuni con popolazione inferiore ai 250mila abitanti dovranno fare a meno degli organismi di decentramento comunale. I comuni interessati dal previsione legislativa si sono trovati, quindi, stamattina ad analizzare le varie realtà territoriali dei comuni colpiti dal taglio del decentramento e ad articolare una proposta che dovrà arrivare direttamente sul tavolo del Ministro Calderoli, oltre ad un coinvolgimento diretto dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) per far sentire maggiormente la voce delle circoscrizioni. Al termine della giornata d’incontro è stato elaborato ed approvato un documento unitario che ha raccolto le posizioni di tutte le circoscrizioni presenti sia di centro-destra, sia di centro-sinistra, ed è stato costituito il comitato nazionale delle circoscrizioni di decentramento comunale composto da un membro per ogni comune coinvolto scelto tra i presidenti di circoscrizione, oltre alla presenza degli assessori al decentramento dei comuni interessati dalla soppressione dei distretti. Per il comune di Latina facevano parte della delegazione il presidente del 5 distretto, Mauro Bruno, della 4^ circoscrizione Antonino Lizzio e i consiglieri circoscrizionali Salvatore Caputo della 2^ circoscrizione e Paolo Tomei della 6^ circoscrizione. A far parte del comitato nazionale in rappresentanza delle circoscrizioni di Latina è stato indicato Mauro Bruno, quale anche coordinatore del collegio dei presidenti del capoluogo. “E’ stato un lavoro proficuo e interessante – ha spiegato Mauro Bruno – durante questa giornata abbiamo potuto confrontare le diverse esperienze amministrative dei comuni italiani e abbiamo avuto modo di capire che l’esigenza di mantenere i distretti risiede nella consapevolezza di non voler eliminare uno dei maggiori strumenti della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Tutti gli interventi ascoltati, infatti, hanno evidenziato come le circoscrizioni rappresentano i luoghi di condivisione e approfondimento di tematiche di interesse comunale . Ora, attraverso il documento predisposto cercheremo di coinvolgere tutti i livelli istituzionali presenti nelle varie province, per portare la voce dei distretti direttamente nel dibattito parlamentare in atto avviato con l’esame della finanziaria del prossimo anno”.

COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE CIRCOSCRIZIONI DI DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO COMUNALE

I sottoscritti, Presidenti di Circoscrizione, assessori comunali al decentramento amministrativo, intervenuti in rappresentanza delle rispettive amministrazioni comunali al tavolo di lavoro sul “DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO COMUNALE”, organizzato in data 30 giugno 2010 dall’Assessorato al decentramento del Comune di Forlì, costituitisi in Comitato Nazionale delle Circoscrizioni di Decentramento,

PREMESSO

- che il Governo ha recentemente licenziato il Disegno di legge recante “Individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, semplificazione dell'ordinamento regionale e degli enti locali, nonché delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali, razionalizzazione delle Province e degli Uffici territoriali del Governo. Riordino di enti ed organismi decentrati";

- che il Governo ha presentato e approvato un emendamento alla Finanziaria che, anticipando il provvedimento di cui sopra, prevede di abolire le Circoscrizioni;

- che a differenza dell’emendamento 2.1375 (che era formulato in termini facoltativi), ora vi è fatto obbligo ai Comuni di sopprimere una serie di organismi, comprese le Circoscrizioni di Decentramento;

- che lo scorso 13 gennaio 2010, in base ad un decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri, alle prossime elezioni amministrative si applicheranno le vecchie regole e che quindi la “rivoluzione” sarà posticipata al 2011, in forza della legge 42/2010;

RICORDATO

- che la Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge finanziaria 2008) aveva soppresso le Circoscrizioni per i comuni con una popolazione inferiore a 100.000 abitanti, e le aveva previste facoltative nei comuni con popolazione compresa tra 100.000 e 250.000 abitanti, riducendone comunque il numero tramite la previsione di una popolazione media di 30.000 abitanti;

- che la prospettiva di annullare con un emendamento alla Finanziaria la ultra-trentennale esperienza del decentramento amministrativo in Italia pare in stridente contraddizione con i valori della trasparenza, della partecipazione e della sussidiarietà;


RICORDANDO

- che tutti gli atti delle sedute Circoscrizionali sono pubblici, che i Consiglieri vengono eletti a suffragio diretto e sono espressione di un radicamento territoriale e di un dialogo diretto con i cittadini;

- che l'abolizione delle Circoscrizioni contrasta con il dettato costituzionale che vede la Repubblica promuovere le autonomie locali e il decentramento amministrativo, ed inoltre contrasta con i dettami del trattato di Maastricht che invita gli stati membri dell’Unione Europea a portare il livello dell’amministrazione il più vicino possibile ai cittadini, invito peraltro recepito dalla normativa nazionale;

- che le Circoscrizioni rappresentano un importante anello di collegamento tra i cittadini e l'Amministrazione, non solo in quanto sede di erogazione di importanti servizi, ma anche come spazio di partecipazione alla vita democratica, di costruzione della coesione sociale, della cittadinanza, del senso civico e dell' identità comunitaria;

- che la Circoscrizione rappresenta un laboratorio politico per la formazione di futuri amministratori capaci ed in grado di sostenere le esigenze della città;

VALUTANDO

- che imputare alle Circoscrizioni l'eccesso dei costi della politica e proporne l'abolizione come mezzo virtuoso di contenimento delle spese sia un modo inefficace di affrontare il problema del bilancio dello Stato, in quanto il costo complessivo dei rappresentanti politici eletti nelle Circoscrizioni dei comuni compresi fra 100.000 e 250.000 abitanti, considerate le limitazioni dimensionali imposte dalla legge n. 244 del 24 dicembre 2007, incide per circa 4/5 milioni di euro sul bilancio aggregato di tutto il Paese;

- che le esigenze di risparmio possano essere in primo luogo rivolte altrove, piuttosto che al primo gradino della democrazia locale, dove peraltro gli eletti, quantomeno nella maggior parte delle realtà, percepiscono compensi di entità poco più che simbolica, dove la partecipazione dei numerosi commissari esterni è puramente volontaria e gratuita, dove le attività istituzionali ed extra-istituzionali si svolgono senza ulteriori oneri a carico dell'Amministrazione, non disponendo spesso i Consigli circoscrizionali di alcuna struttura tecnica di supporto;

- che le Circoscrizioni, laddove funzionanti e giustamente regolate, rappresentano una risorsa democratica ed un luogo di partecipazione insostituibile, e quindi non un “costo della politica”, bensì una “risorsa della politica”;


RITENENDO

- che le Circoscrizioni debbano essere oggetto di un'azione di riforma legislativa che le metta in condizione di funzionare meglio a fronte della complessità sociale, dando loro strumenti adeguati in termini di capacità decisionale e non solo consultiva, capacità propositiva e non solo di ratifica, di intervento e non solo di segnalazione;

RIBADITO

- il valore rappresentato dall'offerta di servizi decentrati, dalla disponibilità di informazioni, dalla partecipazione dei cittadini alla democrazia locale;

- la ferma contrarietà al restringimento degli spazi democratici a disposizione dei cittadini, a partire dal Decentramento comunale;


AUSPICANO

- che Governo e Parlamento approfondiscano il dibattito sul Decentramento amministrativo, eliminando gli sprechi di qualsiasi tipo, ma valorizzando anche l’esperienza di partecipazione democratica alla vita delle città (piccole, medie e grandi) compiuta in questi anni e diano quindi riconoscimento politico e normativo, anche attraverso gli opportuni interventi legislativi, al ruolo delle Circoscrizioni cittadine come primo luogo di democrazia partecipata;


IIMPEGNANO

I Sindaci delle Amministrazioni che ancora non avessero preso posizione in difesa del Decentramento Amministrativo ad assumere un atto ufficiale a sostegno degli organismi Circoscrizionali, come spazi fondamentali di democrazia e di buona politica;

INVITANO

Il Governo ed il Parlamento Italiano a riformulare i disposti normativi affinché sia salvaguardata l’autonomia degli Enti Locali e la loro facoltà di organizzare il Governo cittadino in base alle esigenze del proprio territorio, indipendentemente dal numero degli abitanti;

A TAL FINE CHIEDONO

che sia istituito un tavolo di confronto con il coordinamento nazionale delle circoscrizioni di decentramento amministrativo comunale allo scopo di individuare delle rinnovate forme istituzionali di decentramento amministrativo che consentano da un lato di valorizzare le positive esperienze sopra evidenziate e dall’altro di garantire il conseguimento degli obiettivi di efficienza e razionalizzazione della spesa pubblica perseguiti nelle ultime finanziarie.

Forlì, 30 giugno 2010

I Rappresentanti dei Comuni:

Ancona, Bergamo, Brescia, Ferrara, Forlì, Latina, Livorno, Messina, Modena, Monza, Novara, Padova, Piacenza, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Taranto e Trento.

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