venerdì 1 gennaio 2010

NETTUNO: SICUREZZA STRADALE – DIFFICOLTA’ DI VIABILITA’- SEGNALE STRADALE DI STOP ANCHE ALLE PISTE CICLABILI (di Roberta Gigli).





Nettuno - incrocio dinnanzi la scuola media S. Giacomo, altezza Via Armando Diaz: i cittadini lamentano disordine e caos soprattutto all’uscita della scuola media. Il personale della polizia municipale purtroppo non è sufficiente a gestire le auto che si accalcano all’uscita scolastica dinnanzi l’Istituto e che “sviottolano” qua e la a mo’ di slalom. I semafori non funzionanti durante i giorni scorsi, hanno contribuito a creare ancor più problemi. La Via S. Giacomo, che incrocia principalmente Via Diaz (l’ex stradone del mercato settimanale) è una delle arterie di collegamento della città che conduce sia alla Via Nettuno – Velletri, sia all’altra grande via vale a dire la Nettunense, dunque una strada di collegamento abbastanza importante, ma spesso sottovalutata. Purtroppo, la segnaletica e la disposizione stradale, ormai presente da anni ed apportata all’incrocio Via Diaz/ Via S. Giacomo, progettata con l’intento della miglior viabilità, non s’è rivelata sicura, né d’utilità allo smaltimento del traffico cittadino. In questo periodo la carreggiata è costituita da due corsie all’altezza del quartiere S. Giacomo - Via Monte Cervino e, termina a tre corsie presso i semafori situati all’incrocio con le scuole medie. La “terza corsia”, quella che ormai potrebbe essere definita quasi, delle “furbate”, sarebbe utilizzata da molti automobilisti per procedere direttamente verso il centro di Nettuno evitando il semaforo al segnale rosso, e non per svoltare a destra sulla via chiusa che condurrebbe all’Istituto Loi, unica ragione invece cui sarebbe destinato tale svincolo stradale. Ancor più, se ne fruisce addirittura come parcheggio per prelevare direttamente all’uscita dalla scuola media i ragazzi. A completare l’ingorgo delle auto ai semafori in quel punto della città, è anche il breve tratto di pista ciclabile, non abbastanza protetto, mal tenuto, che “nasce” improvvisamente al lato della strada. A causa della sua disposizione, gli automobilisti provenienti dal quartiere S. Giacomo, ravvisano un notevole restringimento dell’intera carreggiata già a più di 60 metri di distanza dal semaforo posto all’incrocio, tanto da ritrovarsi su un’unica corsia, rimanere imbottigliati nel traffico la maggior parte delle volte anche quando è scattato il verde per gli automobilisti della corsia che conduce al centro cittadino. Il risultato di tale difficoltà, dovuta alla coincidenza del tratto di pista ciclabile per di più posta su di una curva, è rappresentato da auto ferme ad un passaggio che diviene forzatamente inaccessibile non appena il flusso del traffico è maggiore. La soluzione trovata dagli automobilisti, ma non ammissibile, sarebbe quella di sormontare lo zoccolo che mostra la pista: un pericolo per il ciclista che rischia di essere investito, e per il pedone, in quanto i ragazzi diretti a scuola spesso camminano sbadatamente sulla pista ciclabile anziché sul marciapiede che per un tratto è posto lateralmente alla pista. Non solo, il pericolo perdurerebbe anche al termine di quest’ultima, poiché la pista versa direttamente in una delle corsie riservate alle auto: purtroppo, accade spesso che diversi ciclisti involontariamente, continuano il percorso senza frenare. Non da meno è l’inagibilità delle corsie in caso d’intemperie e piogge violente: l’insufficiente pendenza della strada in prossimità di quell’incrocio fa da conca, forse per via dell’otturamento delle fogne. Maggior attenzione dunque al rifacimento della segnaletica stradale.

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